ABSTRACT 2016

Inserito in Centro congressi

IL SOFT PEELING SINERGICO CON L’ACIDO MANDELICO ED I SUOI RISCONTRI A LIVELLO MICROSCOPICO CUTANEO

 

Roberto Pelliccia - Roma

Scopo della relazione è quello di dimostrare l’efficacia del trattamento soft peeling a base di acido mandelico in sinergia con altre sostanze peeling. Vengono proposte formulazioni sinergiche di acido mandelico con altri AHA, acido piruvico, acido salicilico e terapia topica per un protocollo transdermico completo per il trattamento del fotoaging, delle discromie e dell’acne sia in fase attiva che nei suoi esiti cicatriziali.

Lo studio dell’efficacia è stato condotto monitorizzando lo stato cutaneo fotograficamente ad alto ingrandimento per meglio apprezzare i risultati microscopici dell’azione dei vari peeling in protocolli sinergici dedicati.


RIMODELLAMENTO DEL PROFILO CORPOREO MEDIANTE LIPOASPIRAZIONE ASSISTITA DA TECNOLOGIA VASER (VIBRATION AMPLIFICATION OF SOUND ENERGY AT RESONANCE).  ESPERIENZA PERSONALE SU UNA CASISTICA DI 60 PAZIENTI

 

Maurizio Otti

OBIETTIVI – La lipoaspirazione e tutti gli interventi che mirano alla correzione di adiposità localizzate e al rimodellamento del profilo corporeo sono oggi sicuramente le procedure chirurgiche più richieste nell’ambito della chirurgia estetica, sia da pazienti di sesso maschile che di sesso femminile. Si propone pertanto un metodo di lavoro con tecnologia VASER che mira a ridurre il discomfort sia intraoperatorio che postoperatorio, ma nello stesso tempo sia in grado di offrire risultati significativamente migliori delle metodiche tradizionali di lipoaspirazione.

MATERIALE E METODO - Si sono trattati in un periodo di 10 mesi 60 pazienti, sottoponendoli a lipoaspirazione assistita da Ultrasuoni, per il rimodellamento del profilo corporeo. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a valutazione fotografica preoperatoria e a valutazioni sul grado di dolore e discomfort sia durante il trattamento che nelle giornate successive. Tutti i pazienti sono stati sottoposti all’intervento chirurgico in regime ambulatoriale.

RISULTATI - Tutti i pazienti trattati hanno risposto in maniera assolutamente positiva al trattamento, senza alcun tipo di complicanza o effetto indesiderato, permettendo di considerare nella mia attività professionale la lipoaspirazione assistita dagli Ultrasuoni la metodica d’elezione nel trattamento ambulatoriale delle adiposità localizzate e del rimodellamento corporeo.

CONCLUSIONI – La lipoaspirazione assistita dalla tecnologia VASER è senza dubbio da considerarsi nella mia esperienza personale una metodica estremamente efficace nel rimodellamento del profilo corporeo, in grado di offrire risultati esteticamente rilevanti e un elevato grado di soddisfazione da parte del paziente.


MEDICINA NATURALE E ANTI AGING

 

Yvonne Aprea- Roma

La medicina naturale considera l'uomo nella sua totalità e la salute come risultato dell'equilibrio psicofisico del paziente.

In questi termini essa costituisce un valore aggiunto a qualsiasi trattamento di medicina estetica.

Le colonne portanti di una cute sana da un punto di vista olistico sono: l'alimentazione, la disintossicazione e la cosmesi naturale. Dall'acqua di rose all'aromaterapia e alla fitoterapia, la natura offre una vasta gamma di sostanze che in alcuni ambiti non sono seconde ai farmaci convenzionali e costituiscono una valida alternativa in caso di allergie. L'utilizzo di rimedi naturali basato su un sapere tramandato da centinaia di anni costituisce un prezioso arricchimento nei trattamenti di medicina estetica ed è, vista la crescente richiesta da parte del paziente, lungi dal poter essere considerato démodé.


BIOSTIMOLAZIONE E BIORISTRUTTURAZIONE CUTANEA: TECNICHE COMBINATE A CONFRONTO

 

Claudio Galii - Roma

Quando parliamo di invecchiamento parliamo di due diversi tipi di fenomeni che riguardano la nostra vita, l’invecchiamento fisiologico, dove sono racchiusi tutti i principali passaggi che portano un organismo dalla vita alla morte, e l’invecchiamento patologico, ovvero un processo di regressione veloce dell’organismo indotto da una corretta non gestione dello stesso.Il nostro sistema nervoso centrale, endocrino e immunitario è fortemente coinvolto in questi processi, e fortemente coinvolti sono gli stimoli cognitivi (immagini, odori, rumori, sapori etc.) e gli stimoli non cognitivi (batteri, virus, tossine etc.)Quindi come possiamo vedere l’invecchiamento è un fenomeno complesso che prevede una stretta interazione tra geni e ambiente, basti pensare che nell’uomo ci sono circa 220 geni coinvolti.Quando prima si parlava di biostimolazione, si faceva riferimento soprattutto all’endofarmacologia, ovvero la possibilità di dare alla cellula il precursore di un prodotto diversamente dalla bioristrutturazione la quale si basa sul principio dell’esofarmacologia, ovvero dare alla cellula direttamente il prodotto finale. Oggi, grazie a numerosi studi possiamo affermare che il confine tra le due non è così netto, e che si può con opportuni prodotti andare a stimolare i fibroblasti per indurli verso la produzione di un collagene rispetto ad un’altro, naturalmente questo processo è connesso non solo con la genetica del singolo paziente ma con il suo stato di cronoaging e fotoaging. Quindi come in tutte le terapie di Medicina Estetica dobbiamo decidere il diverso trattamento da effettuare facendo un’accurata anamnesi ed esame obiettivo, prima di utilizzare il nostro trattamento.

Introduzione

Per approfondire il concetto di biostimolazione, dobbiamo innanzitutto approfondire il concetto di neocollagenogenesi, ovvero la produzione di collagene da parte dei fibroblasti i quali possono produrre collagene di tipo fibrotico, (tipo I) che caratterizza una cute invecchiata, e il collagene di tipo reticolare, ovvero collagene di tipo III che caratterizza pelli più giovani.

Abbiamo visto che l’infiammazione e la produzione del TrasformingGrowthFactor Beta 1, stimola la formazione del collagene fibrotico, creando si, un “danno” funzionale, ma allo stesso tempo provocando un effetto lifting dato dalla fibrosi dermica. In questo processo la tappa fondamentale è la stimolazione dei CD39 e CD40 che porta la formazione del fibroblasto in fibroticfibroblast.

Al contrario  il processo di biostimolazione con produzione di collagene reticolare, (tipo III) e la stimolazione dei recettori CD44 può avvenire tramite  PDGF, come scoperto dal Prof. Victor J. Garcia, oppureconframmenti di acido ialuronico compresi tra i 20 e i 38 monomeri, che al contrario di una stimolazione con Acido Ialuronico macromolecolare che non induce alcuna attivazione fibroblastica, stimola la formazione di collagene di tipo III. Questo processo, è un processo molto difficile da ottenere perchè come sappiamo il nostro target per effettuare un effetto liftante è il collagene fibrotico, lo stesso tipo di collagene che viene stimolato in altri tipi di trattamento dalla Radiofrequenza al Laser a CO2, allabiostimolazione con ai frammenti di acidi nucleici, all’acido polilattico.

Materiali e metodi

Abbiamo utilizzato dei medicaldevice di classe III per cercare di studiare il tipo di neocollagenogenesi che si andava a stimolare e quindi il tipo di beneficio estetico che riuscivamo ad avere. Abbiamo utilizzato Acido Ialuronico 20 38 monomeri complessato con L-isoleucina, L- leucina, L-lisina, L-prolina, L-valina, glicina, L-serina, L-alanina, L- cisteina, collocato in fiale sterili da 5 mL, e siamo andati a vedere come con un protocollo di una seduta a settimana per 4 volte e due richiami a distanza di 15 giorni sarebbe cambiata la componente di collagene presente nelle zone trattate. Abbiamo riscontrato che naturalmente per avere risultati sulla componente del collagene fibrotico, che è il nostro target dovevamo andare a dare una soluzione acida, Ph. 5,8 ed ipertonica 900 mOsm/l complessata con amminoacidi, iniettata con tecnica intradermica a microponfi in modo da avere un ambiente acido ricco di cariche positive e secrezione di frammenti carbossiterminali che favoriscono la stimolazione di collagene di tipo I. Questo trattamento è stato utilizzato da solo sui vari distretti corporei, dal collo al viso, ma anche interno coscia, glutei, addome e braccia, andando a dare un effettto tensore, di sostegno e turgore cutaneo provocato dalla fibrosi dermica.

Risultati

Le pazienti sono tornate da noi a distanza di 40 giorni dall’ultima applicazione, con notevoli miglioramenti della lassità cutanea, soprattutto quando questa era dovuta ad un importante cronoaging, ma abbiamo avuto anche promettenti risultati per il corpo, con il medicaldevice usato da solo e in sinergia con altre metodiche di Bioristrutturazione.


TERAPIE COMBINATE IN DERMATOLOGIA: L’IMPORTANZA DELLA FORMA FARMACEUTICA COME ENHANCER

 

Valentina Rigamonti - Milano

La forma farmaceutica assume sempre più un’importanza nella Terapia dermatologica.La biodisponibilità di un principio attivo è direttamente correlata con la forma farmaceutica.La scelta pertanto del miglior Delivery assume un carattere importante e fondamentale nel risultato finale della terapia.

Tra le innumerevoli Forme Cosmetiche a disposizione del medico, abbiamo preso in considerazione l’utilizzo di una maschera occlusiva in grado di rilasciare il principio attivo e allo stesso tempo di svolgere un effetto idratante ed emolliente sulla cute.

Questo particolare dispositivo può essere inserito nei normali protocolli di Dermatologia ed è caratterizzato dalla presenza di molecole che in modo sinergico sono in grado di esplicare la loro attività.

L’azione rigenerativa è assicurata dalla presenza di Oligo e Polypeptidi, l’azione idratante è data dal Collagene e dall’ Acido Jaluronico, abbinata all’azione di Acido Glicolico e Acido Citrico tamponate con Arginina, per favorirne l’assorbimento.

Il pool di sostanze è completato con la presenza di sostanze ad azione antiossidante coma la Vitamina C e la Vitamina A e sostanze ad azione schiarente come l’Hexyl Resorcinolo. 


LA RIVISITAZIONE DI UNA GRANDE MOLECOLA: IL FENOLO COME AGENTE PEELING

 

Giuseppe Maria Izzo - Napoli

Nel 1994 fui affascinato da una comunicazione congressuale di Yoram Fintsi, noto medico estetico israeliano, che riferiva di una sua formulazione a base di fenolo modificato, l’exoderm, e poco dopo iniziai ad andare con lui in camera operatoria a Milano per imparare la modalita’ di esecuzione del peeling.

Dopo averlo praticato insieme a lui a Milano sui miei pazienti, iniziai a farlo da solo a Napoli, con risultati incredibili, ma a prezzo di un lungo downtime, con notevole esborso finanziario da parte del paziente.

Per questo motivo dopo alcuni anni smisi di utilizzarlo.

Alcuni anni or sono un mio collega di Valencia, Gabriel Serrano, mi presento’ una serie di peeling con fenolo a basse concentrazioni unito ad altre sostanze attive, che mi intrigo’ moltissimo, per cui la mia compagna ed io iniziammo a farne tanti con risultati di grande livello, finche’ non ci bloccarono dicendo che il peeling al fenolo in Italia era illegale.

Da allora ci siamo bloccati finche’ abbiamo avuto un incontro in Spagna con il nostro amico medico estetico Philippe Deprez, di grande spessore e di grande esperienza, che ci ha fatto conoscere due formulazioni di fenolo a concentrazione variabile, unite ad altri attivi, che ci hanno convinto ad approfondire le possibilità di un loro utilizzo nel nostro Paese.

Confortati dalla notizia che le procedure burocratiche per l’approvazione della preparazione a livello europeo sono finalmente alla fine del percorso, abbiamo provato le due formulazioni, con risultati di grande livello, a patto che il medico conosca bene le caratteristiche del peeling che sta praticando, e di saperne anche gestire il post operatorio e le eventuali complicanze.


UTILIZZO DELLA VAPORIZZAZIONE AD ARCO ELETTRICO NELLE LESIONI CUTANEE E NELLA SKIN CONTRACTION BLEPHAROPLASTY. EVOLUZIONI TECNICHE SULLA BASE DELLA NOSTRA CASISTICA

Antonello Tateo- Milano

INTRODUZIONE

La vaporizzazione ad arco elettrico consente di sublimare la pelle senza danneggiare i tessuti circostanti e lo strato papillare del derma e può essere quindi utilizzata anche per il trattamento delle lesioni cutanee benigne oltre che per la blefaroplastica non chirurgica L’ obiettivo è ridurre al minimo il disagio del paziente e il rischio professionale del chirurgo.

MATERIALI E METODI

Il generatore di radiofrequenza controllata genera un arco voltaico tra la punta del dispositivo e la cute del paziente. L’effetto è una sublimazione controllata della pelle senza danneggiamento il derma profondo. Abbiamo trattato: macchie cutanee, nevi benigni, condilomi, fibromi ecc, senza causare avvallamenti, discromie, e senza dover praticare anestesia locale, tranne che per alcuni casi particolari. L’osservazione post-trattamento è stata di quattro anni.

RISULTATI

In tutti i casi si è osservato la completa asportazione della lesione senza recidive e con un buon risultato estetico. In tutti i casi il comfort ed il grado di soddisfazione del paziente è risultato elevato.

CONCLUSIONI

Metodica valida per trattare le lesioni cutanee benigne oltre che l’eccesso cutaneo e la rugosità palpebrale in pazienti selezionati.


MIGLIORAMENTO DELL'OUTCOME NEL TRATTAMENTO CON IL LASER CO2 FRAZIONATO UTILIZZANDO UNA CREMA A BASE DI PROBIOTICO: VALUTAZIONE CLINICA PRELIMINARE

 

Maurizio Giuliani – L’Aquila

Introduzione: L’introduzione della fototermolisi selettiva con il sistema frazionato (MTZs) ha migliorato decisamente la maneggevolezza dei sistemi laser. In particolare il laser CO2 (10,600nm), che a nostro avviso resta il laser di scelta per la cura delle patologie non neoplastiche della cute e per il ringiovanimento facciale, pur mantenendo la tradizionale efficacia terapeutica, ha decisamente ridimensionato la percentuale delle complicanze anche se l’edema e l’eritema sono ancora elementi caratterizzanti il decorso post operatorio. Nel presente report gli Autori propongono l’uso di una crema sperimentale con principi attivi di probiotici in grado di modulare la reazione infiammatoria della cute secondaria al trattamento con il laser CO2.

Materiali e metodi: nel periodo gennaio 2015 – Maggio 2016, sono stati trattati 62 pazienti (range di età 32-68 anni), con crono-fotoaging e patologie correlate, con il laser CO2 frazionato. La diagnosi è stata posta con l’esame obiettivo locale utilizzando la classificazione di Rubin. 42 pazienti, nel decorso post operatorio, hanno utilizzato la crema sperimentale (due applicazioni al giorno per 15 giorni) ed i risultati clinici ottenuti sono stati comparati con un gruppo di controllo (20 pz) che ha applicato con le stesse modalità prodotti per uso topico differenti.

Risultati: I risultati sono stati valutati a 7 – 15 – 30 giorni da tre osservatori esterni al Gruppo di Ricerca unitamente all’opinione soggettiva dei pazienti. Nel gruppo di pazienti che ha utilizzato la crema sperimentale a base di probiotici il tempo medio di risoluzione dell’edema e dell’eritema era, rispettivamente, di 9.3 e 14,31 giorni mentre nel gruppo di controllo era di 16.35 e 24,4 giorni con un deciso miglioramento dell’outcome.

Conclusioni: I risultati clinici ottenuti, anche se preliminari, sono stati statisticamente significativi e confermano la capacità di ceppi selezionati di probiotici di modulare, con l’uso topico, la risposta infiammatoria della cute, effetto terapeutico peraltro atteso e già ampiamente segnalato dal nostro Gruppo di Ricerca in precedenti studi sperimentali.


BIOSTIMOLAZIONE GENGIVALE IN IMPLANTOLOGIA CON L’USO DI COLLAGENE

 

Antonio Scarano - Chieti

In implantologia dentale per il raggiungimento di un risultato estetico adeguato, è necessaria una corretta pianificazione del caso, un corretto posizionamento tridimensionale implantare ed una corretta gestione dei tessuti molli peri-implantari, sia sotto il profilo chirurgico che sotto quello protesico. La corretta scelta dei materiali inoltre, aiuta ad ottenere un aspetto naturale, sia della componente bianca dentale che della componente rosa gengivale. Dunque la gestione dell’estetica implantare nei casi di edentulia singola e multipla, è particolarmente delicata se si vuole riuscire a mimare le caratteristiche estetiche dei tessuti molli e duri adiacenti. Indubbiamente, le conoscenze sull’evoluzione del riassorbimento osseo e dell’influenza della distanza inter-implantare ha permesso di pianificare la riabilitazione implantare nel rispetto dell’ampiezza biologica. Tuttavia in numerosi casi è difficile gestire la papilla inter-implantare. Lo scopo del presente lavoro è stato quello di valutare dal punto di vista clinico i risultati ottenuti e i tempi di biostimolazione gengivale attraverso l’utilizzo di collagene infiltrato localmente.


LA BIOSTIMOLAZIONE CELLULARE CUTANEA MEDIANTE SILICIO ORGANICO, ACIDO JALURONICO NON RETICOLATO E RESVERATROLO

 

Vincenzo Varlaro - Roma

Il silicio organico ha una struttura diversa da quello minerale. Infatti, presenta uno o più atomi di carbonio associati all’idrogeno. Rappresenta un elemento essenziale per tutta la materia vivente. Nell’organismo umano si trova in grandi quantità nei tessuti, nelle cartilagini, nel timo, nel fegato, nella milza, nel pancreas, nelle pareti vascolari, nelle ghiandole surrenali, nella pelle.

Le quantità di silicio organico è massima nei giovani e diminuisce con l’invecchiamento. Tale fenomeno è, purtroppo, irreversibile perché l’essere umano (al contrario delle piante e dei microrganismi) non è in grado di trasformare il silicio minerale, che ingerisce quotidianamente attraverso alimenti o bevande, in silicio organico.

Il silicio minerale, infatti, in qualsiasi forma si assuma, compresa quella colloidale, non è assimilabile dall’organismo e può risultare anche tossico a dosaggi elevati.

Il silicio organico, al contrario, è assimilabile dall’organismo umano e possiede svariate altre caratteristiche: stimola la biosintesi delle proteine, stimola la lipolisi, non è tossico, è stabile, attraversa l’epidermide e il derma, stimola il sistema immunitario, realizza effetti antinfiammatori e antidolorifici e realizza, a livello osseo, un effetto mineralizzante. È un biocatalizzatore che assicura uno stato di buona salute a tutto l’organismo: interviene in diversi metabolismi anabolici e catabolici alla base di una corretta fisiologia cellulare, tessutale, organica.

La corretta fisiologia del sistema immunitario, del sistema ormonale, della crescita organica dipendono anche dal silicio organico.

Le indicazioni cliniche in medicina estetica sono l’invecchiamento cutaneo, le smagliature (striaedistensae), l’alopecia, le tricodistrofie, la psoriasi, la cellulite, l’obesità.


AMELAN L’INNOVAZIONE NELLA CONTINUITÀ: NEWS DALLA SPAGNA

 

Paola Tarantino Napoli – Eduardo Krulig Tenerife (Spagna)

Presentiamo, insieme al grande maestro prof. Krulig, l’ultima creazione di questo grande medico.

Eduardo Krulige’ famoso in tutto il mondo per aver ideato circa trenta anni or sono l’Amelan, prima crema attiva ambulatoriale e domiciliare ad azione schiarente ad antiaging.

In seguito, numerosi altri preparati simili o con l’identica filosofia operativa sono stati messi in commercio, con risultati correttivi schiarenti e antiagingpiu’ o meno buoni.

Da poco piu’ di un anno Krulig ha riformulato i suoi prodotti, proponendo un peeling combinato soft, una maschera schiarente, un’ altraantiaging ambulatoriale e domiciliare, insieme ad una serie di prodotti, sia ad azione schiarente che da utilizzzare come supporto al trattamento domiciliare.

Presentiamo, insieme al maestro Krulig, questa sua nuova filosofia operativa, molto piu’ dolce e graduale della prima maschera, che riesce ad ottenere un viso di colorito uniforme e con attenuazione dei segni dell’ aging cutaneo.


INVECCHIAMENTO ATMOSFERICO. IL RUOLO DELL’OZONO NELL’ACCELERARE I PROCESSI DI INVECCHIAMENTO CUTANEO

 

Magda Belmontesi - Pavia

L’invecchiamento cutaneo è favorito dalla foto esposizione solare quotidiana (raggi UV e IR) ed anche aggravato dal foto inquinamento ambientale. In particolare monossido di carbonio, residui di polveri sottili e metalli pesanti provocano una marcata produzione di radicali liberi che aggrediscono sia l’integrità cellulare che il codice genetico, inducendo un danno cellulare ed un’accelerazione nei processi di invecchiamento cutaneo.Dai recenti  studi e pubblicazioni scientifiche del professor Valacchi (Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie – Università di Ferrara) sono emersi dati allarmanti sul ruolo svolto dall'aumento dell'ozono ambientale ,prodotto dall'inquinamento verso la cute. E' dimostrato infatti quanto la produzione radicalica conseguente a ciò intacchi drammaticamente il ruolo protettivo della cute, e ne acceleri i danni genetici di invecchiamento. A tal fine risulta sempre più indispensabile un protocollo cosmeceutico mirato a triplice azione: PREVENT – PROTECT- CORRECT per rinforzare proteggere, prevenire e correggere le alterazioni cutanee da accelerato foto invecchiamento, foto inquinamento e inquinamento ambientale. L'utilizzo di un pool di antiossidanti specifico con alta concentrazione di acido I-Ascorbico, acido ferulico e alfa-tocoferolo risulta estremamente efficace nel contrastare i ROS prodotti dal foto inquinamento, nel potenziare l’azione delle protezioni solari sino ad 8 volte verso i radicali liberi prodotti dall’irradiazione solare, e nel contrastare eficacemente l'aggressione dello stress ossidativo da inquinamento ambientale. Infatti l’acido ferulico, estratto dal verde delle piante, è un potente antiossidante e in grado inoltre di rendere più stabile la vitamina C. La vitamina C, in forma di acido L-ascorbico, in associazione con la vitamina E in forma di alfa-tocoferolo, risultano due potenti antiossidanti in grado di agire in sinergia reciproca ed aumentando la reciproca stabilità. pertanto l’utilizzo quotidiano di siero topico a base di acido ferulico 0,5%, vitamina C (acido L-ascorbico) 15%, vitamina E (alfa-tocoferolo) 1% risulta svolgere un’azione antiossidante quotidiana verso i ROS prodotti dall’inquinamento ambientale e dall’irraggiamento solare UV-IR. In tal modo si esplica sia un’azione di prevenzione e cura dell’agingcutaneo che si contrasta il danno genetico cellulare con rischio evolutivo precanceroso cutaneo.


RISIL BIORIVITALIZZANTE, BIORISTRUTTURANTE VISO AD AZIONE SIMIL ACIDO RETINOICO

 

PaolaTarantino- Napoli

Nella passata edizione di questo convegno abbiamo presentato questo preparato, composto da una serie di fattori che, insieme, riescono a dare una biostimolazione cutanea senza invasivita’.

Abbiamo anche illustrato da un lato i nostri protocolli, dall’ altro la possibile associazione con cosmeceutici altamente innovativi e ricchi di attivi.

Nella presentazione odierna, oltre a un richiamo sulla composizione e sulle proprieta’ del preparato, presentiamo i nostri nuovi protocolli, frutto di un ulteriore anno di esperienza sul campo, cioe’ con i nostri pazienti.


LA BIOSTIMOLAZIONE IN MEDICINA ESTETICA

 

Domenico Amuso– Modena

L’aspetto fondamentale del processo chiamato biostimolazione è dato dalla priorità della salvaguardia delle funzioni base (eufisiologia) della cute del paziente e quindi di attuare l’applicazione di procedure capaci di migliorare l’estetica ma soprattutto di fornire elementi utili alla rigenerazione cellulare ed al miglioramento del tessuto in toto (cute)  e a ripristinare le strutture che i processi di invecchiamento e le patologie, depauperano sia attraverso procedimenti biochimici, sia biofisici.

Il termine bio-stimolazione (dal greco “bios”, vita, e dal tardo latino “stimulare”, incitare) sottintende una tecnica o una metodica o una pratica in grado di suscitare una risposta in un sistema vivente attraverso l’applicazione di uno stimolo. Quest’ultimo, appunto, è da intendersi come qualsiasi variazione – endogena o esogena – di natura fisica, chimica o biologica, che, applicata in modo congruo ad un sistema vivente, è in grado di evocare una risposta in qualche modo misurabile.

Lo stimolo, quindi, è il substrato stesso della cosiddetta “reattività” ovvero della capacità, tipica e specifica degli organismi viventi, di “rispondere” ad una variazione ambientale (stressore): la reattività, che distingue una cellula da un sasso, è espressa in maniera altamente specializzata nelle cellule nervose e in quelle muscolari.

Con lo sviluppo della microbiologia, i termini bio-stimolazione e bio-inibizione sono stati impiegati per indicare le differenti risposte, in senso positivo o negativo, rispettivamente, di una popolazione microbica, sotto effetto di particolari condizioni (es. luce) alla crescita [Decarli MC, Carvalho MT, Corrêa TQ, Bagnato VS, de Souza CW. Differentphotoresponses of microorganisms: from bioinhibition to biostimulation.  Microbiol. 2016. 72 (4): 473–481].

Molto più recentemente il termine di “bio-stimolazione” è entrato in maniera prepotente nella Medicina e nella Chirurgia Estetica ad indicare una serie di procedure, generalmente mini-invasive, atte a migliorare il trofismo, la struttura (se precedentemente alterata) e, quindi, le funzioni della pelle e dei suoi annessi.

Il nostro intendere la biostimolazione si basa sull’iniezione, in seno ai tessuti cutanei, di sostanze (amminoacidi, vitamine, antiossidanti etc.) o l’utilizzo appropriato dell’ossigeno o della CO2, in grado di attivare i fibroblasti, e quindi, la produzione di matrice extracellulare e collageno “fisiologici”.

In realtà mantenere una pelle sana e bella richiede non sempre e necessariamente un processo di stimolazione, quanto, piuttosto di modulazione, ossia di fine regolazione molecolare, in grado di agire su tutte le componenti cellulari (fibroblasti-miofibroblasti-fibrociti, preadipociti-adipociti, cellule endoteliali dei vasi sanguigni e linfatici, e cellule del sistema monocito-macrofagico ed immunitario, gangli nervosi, etc.) e non cellulari (matrice extracellulare propriamente detta) della pelle.

Non è possibile, infatti, immaginare una biostimolazione che guardi solo ad un elemento cellulare, quale il fibroblasto, che è solo una pedina di uno scacchiere molto più ampio, ove processi di biosintesi devono essere continuamente bilanciati da processi catabolici e di rimaneggiamento cellulare, sotto il controllo di molecole segnale (dai radicali liberi alle citochine fino ai fattori di crescita). 


ANTI - AGING E NUTRACEUTICA: UN NUOVO APPROCCIO AL TRATTAMENTO DI SOVRAPPESO E OBESITÀ

 

Sabrina Basciani - Roma

Il sovrappeso e l’obesità hanno raggiunto dei livelli di prevalenza francamente endemici, dando un importante contributo al carico globale di malattie croniche che interessano praticamente tutte le età e i gruppi socio-economici in tutto il mondo. Sebbene il peso e la composizione corporea siano determinati dalla concomitanza di diversi fattori (genetici, sociali, culturali), una dieta caratterizzata da alimenti ad alto contenuto calorico, specialmente se associata a scarso esercizio fisico, rappresenta quello principale. Accanto a questa evidenza, altri fattori, legati alla regolazione del bilancio energetico dell’organismo, possono concorrere a predisporre e aggravare, ma anche essere importanti fattori protettivi nei confronti della patologia dismetabolica. Tra questi, rivestono un ruolo determinante le attività metaboliche di quello che è considerato “a forgottenorgan of the human body”, il cosiddetto microbiota intestinale. E’ l’insieme dei microorganismi che popolano, con diversa densità e “demografia” il tratto digerente e sono in grado di facilitare l’estrazione di calorie dagli alimenti, agevolando l’accumulo di sostanze, quali acidi grassi, nel tessuto adiposo. In questa sede vedremo come il microbiota intestinale sia in grado di agire sul metabolismo dell’ospite, agendo anche sull’assorbimento del glucosio e sulla sensibilità all’insulina. Infine, dal momento che i soggetti obesi hanno un microbiota differente dai soggetti normopeso, vedremo come l’approccio nutrizionale del futuro, a obesità e sovrappeso, debba includere necessariamente delle modifiche alimentari in grado di agire specificamente sul microbiota intestinale, oggi definito "superorganismo". Tutto questo al fine di incidere positivamente sull’equilibrio metabolico dell’ospite, modulando l'assorbimento di energia, il metabolismo glucidico e lipidico e, quindi, lo sviluppo di un particolare enterotipo che idealmente protegga contro le malattie associate alla dieta occidentale.


 

TRATTAMENTI DEPIGMENTANTI: IL NUOVO APPROCCIO TERAPEUTICO CHE TIENE CONTO DELLE DIVERSE IPERPIGMENTAZIONI E DEI DIVERSI TIPI DI PELLE

 

Paola Messina – Roma

La profonda conoscenza dei meccanismi di melanogenesi, dei fattori di rischio causa delle iperpigmentazioni e la profonda conoscenza dei principi attivi depigmentanti e come combinarli fra loro, la permesso di formulare i prodotti della linea ME LINE che riescono ad inserirsi in ogni fase della melanogenesi, in maniera tale da avere a disposizione presidi ambulatoriali e domiciliari che, agendo in sinergia, intervengono nei vari passaggi della melanogenesi stessa, prevenendo, intercettando ed eliminando cause ed effetti i estetico delle pigmentazioni.


L’EVOLUZIONE DEI PEELING: DAL TRATTAMENTO ESFOLIANTE AL TRATTAMENTO BIOSTIMOLANTE EPIDERMICO

 

Stefania Bizzarri - Roma

Il peeling ha origini antichissime, già nell'antico Egitto e nell'antica Roma le donne usavano sostanze esfolianti per ringiovanire la pelle. Per ottenere una idratazione profonda e per esfoliare si usavano il latte di asina,il mosto d'uva e i cetrioli per la loro azione idratante. Oggi la scienza farmacologica ha prodotto sostanze esfolianti che ci permettono di ottenere risultati eccellenti. Negli anni si è passati dai peeling contenenti un solo agente esfoliante come l'acido glicolico, ai peeling composti contenenti un pool di sostanze ad azione sinergica che potenziano l'effetto, ma riducono il rischio di effetti indesiderati.


COMBINATIONS OF COSMECEUTICALS WITH AESTHETIC SURGERY AND INJECTABLES. SCAR REVISION

 

AndreySotnik – Kiev (Ucraina)

The use of effectivecosmeceuticformulas - topicalenzymes, betaglucans, amino acids, acid and alkalinepeels etc. in preparationbefore and rehabilitationafterinjectables and aestheticsurgeryallowsnotonly to strengthen the skin, improveitsquality and circulation, butalso to decrease short termpostsurgicalcomplications – likehematomas, marginalnecrosis and long termpostsurgicalcomplications – allopecia, pathologicalscars, also to make a scarformation a controlledprocess. The author shares 15 yearsexperience of combinationprocedures: cosmeceutics, injectables, aestheticsurgery and scarrevision.


INDAGINI STRUMENTALI IN TEMA DI AGING

 

Giulio Ferranti – Roma

La normale anatomia della cute viene alterata sia dall’invecchiamento intrinseco (cronologico), che da molti altri fattori, per lo più estrinseci, che accellerano e spesso sostituiscono le fisiologiche modificazioni, della cute correlate all’età.

Il più importante di questi fattori è rappresentato dai raggi ultravioletti, che non solo aggravano l’invecchiamento cronologico, ma sviluppano, inoltre, delle alterazioni specifiche correlate all’elioesposizione.

Altri parametri da considerare sono fattori genetici, abitudini di vita, danni catabolici, modificazioni endocrinologiche e fattori gravitazionali. Le alterazioni cliniche del foto-invecchiamento hanno, spesso, un corrispettivo istologico ben definibile, ed a volte le singole alterazioni microscopiche possono correlarsi specificamente alle modificazioni cliniche osservate.

In questi ultimi anni si è affermata nella diagnostica strumentale dermatologica una metodica non invasiva: la dermatoscopia. Essa può essere utile nella distinzione fra lesioni correlate al danno foto-indotto e patologie neoplastiche sia epiteliali che melanocitarie che possono assumere aspetti clinici sovrapponibili alle manifestazioni cliniche del danno attinico, tuttavia prive di potenzialità neoplastica.

Si sottolinea, però, che la potenzialità carcinogenetica del danno cutaneo correlato ai raggi ultravioletti, è certamente presente, quindi è opportuno sottolineare come una diagnosi circostanziata ed il conseguente atteggiamento terapeutico, può prevenire non solo il danno estetico, ma anche la potenzialità neoplastica.


IL NEMICO È LO ZUCCHERO

 

Maurizio Nordio - Roma

Nei passati decenni abbiamo assistito alla demonizzazione dei "grassi", sia come espressione di un malessere estetico, sia quando considerati come forieri di gravi danni per l'organismo. Ciò ha portato ad un impiego capillare di prodotti che inducono la discesa di essi e del colesterolo in particolare, con grande giubilo delle ditte farmaceutiche che su tali terapie "a vita" hanno fondato molte delle proprie fortune. Tuttavia, senza nulla voler togliere alla assoluta necessità di mantenere il quadro lipidico entro i limiti previsti, anche a scopo preventivo, riducendo di conseguenza il rischio di problemi cardiovascolari, così facendo si è sottovalutato un altro gruppo di sostanze, il cui eccesso conduce nel tempo a problemi anche maggiori. È ben noto, infatti, che un impiego sconsiderato dei carboidrati nella dieta quotidiana determini un maggiore impegno degli organi deputati alla gestione dello "zucchero" che introduciamo nel nostro organismo, con esiti non solo estetici. In tal senso, siamo ormai abituati a termini come sindrome metabolica o, come si definisce meglio oggi, sindrome da resistenza insulinica, derivante da un eccessivo impegno del pancreas che tenta di smaltire la grande quantità di carboidrati che abbiamo introdotto. Per quanto riguarda la terapia, accanto alla ovvia modifica obbligatoria dello stile di vita, esistono oggi diverse sostanze, farmacologiche e non, che sono in grado di determinare un miglioramento dell'impegno pancreatico, una riduzione dell'insulina circolante e, di conseguenza, la maggiore facilità a scendere di peso, a migliorare il,rischio cardiovascolare e il quadro ormonale riproduttivo, soprattutto nella donna. La scelta della terapia più adatta al singolo paziente passa attraverso la conoscenza e l'esperienza dello specialista, a patto di avvalersi di prodotti di alta qualità, soprattutto quando si parla di approccio "naturale". 


BIOSTIMOLAZIONE AUTOLOGA (ACR) PER IL RINGIOVANIMENTO DEL VISO

 

Antonio Rusciani - Roma

La medicina rigenerativa ha ormai preso piede a 360° in tutti i campi della medicina e della chirurgia. Le nuove tecnologie, che consentono il prelievo ed il facile management del PRP (plasma ricco di piastrine), hanno dato un forte impulso all’uso di materiali autologi per la chirurgia plastica sia nella chirurgia ricostruttiva che in quella estetica.

L’associazione dei fattori di crescita piastrinici e delle piastrine stanno aprendo nuovi orizzonti al ringiovanimento non invasivo del viso, collo e décollté.

Portiamo la nostra esperienza a sette anni.


IL RINGIOVANIMENTO DEL VISO: TECNICHE COMBINATE

Luca Scrimalie Giuseppe lomeo– Catania

Le tecniche di ringionvanimento del viso hanno visto negli ultimi anni l’avvicendarsi di trattamenti mirati e di associazioni di tratttamenti, volti alla sinergia nell’obiettivo di ridare freschezza ad un viso spento.Presento la mia esperienza con tecniche combinate nel ringiovanimento del viso mediante l’impiego di laser, sia ablativi sia non ablativi, filler a base di acido jaluronico, fili riassorbili sia di biostimolazione sia di trazione.La sempre crescente richiesta di ottenere un aspetto riposato e rilassato senza stravolgere la fisionomia, mi ha permesso di combinare le tecniche con l’obiettivo di ottenere un risultato più naturale possibile.


EVIDENZE ISTOLOGICHE DELLA BIOINTEGRAZIONE DI UN HA FILLER

Nicola Zerbinati - Pavia

In una panoramica assai affollata di filler a base di acido ialuronico, si desidera presentare l’innovazione di una linea che si distingue non solo per l’impiego di acido ialuronico ottenuto da un batterio probiotico (BacillusSubtilis), che ne assicura una purezza superiore della materia prima, ma anche per l’utilizzo di  un agente reticolante (PEG) estremamente interessante dal punto di vista chimico e clinico. Il PEG (Polyethylene-Glycol) è un polimero biocompatibile, totalmente bioriassorbile  ed è approvato dalla FDA; viene utilizzato da oltre 40 anni  in molte applicazioni biomediche e biotecnologiche per le sue proprietà esclusive di rendere inerti i materiali a cui si lega (immunologicalshield) e di proteggerli dalla degradazione enzimatica.  Nel campo dei filler, l’unione fra i due polimeri (PEG e Acido ialuronico) consente di creare delle matrici a struttura scaffold, non solo con proprietà reologiche modulabili per rispondere alle diverse esigenze correttive, ma anche che presentano una elevata resistenza agli stress meccanici e al calore. La struttura a maglie larghe interpenetrate, resa possibile dalla PEGilazione dell’acido ialuronico, consente una resa maggiore del gel in termini di correzione a parità di quantità rispetto ad altri filler, una migliore integrazione del gel nel tessuto ospite e una durata, anche nei periodi estivi, elevata. Inoltre, grazie alla struttura “scaffold” del gel, alcune formulazioni della linea sono state arricchite da minime quantità di idrossiapatite di calcio e/o amminoacidi.  L’Autore evidenzierà come il lento rilascio della CaHA consenta una stimolazione spiccata dei fibroblasti e promuova, come dimostrato da uno studio condotto presso l’Università di Pavia, la rigenerazione del collagene nei tessuti trattati; concluderà infine mostrando alcuni casi clinici e condividendo la sua esperienza clinica.


PROFILOPLASTICA NON CHIRURGICA

Luca Piovano - Roma

INTRODUZIONE -La Profiloplastica non chirurgica non ha le pretese di sostituire una profiloplastica Chirurgica!

Si limita a minimizzare piccole deficit presenti, altre volte completa un intervento vera e proprio.

MATERIALI E METODI - La nostra esperienza con fillers è cominciata negli esiti di rinoplastiche, correggendo vari tipi di complicanze come: glabella infossata, irregolarità del dorso, gibbosità moderate, esiti osteotomie visibilmente infossate, ipoplasia spina nasale,ecc.

Per ottimizzare il risultato di una rinoplastica, spesso procediamo con una mentoplastica additiva con filler.

L’utilizzo di filler viscosi comporta numerosi vantaggi: facile recupero volumetrico, aumento di consistenza, non migrazione dell’impianto.

In questa regione l’impianto deve avere una buona copertura, pena la sua visibilità e la palpabilità. 

CONCLUSIONI –

Infine da non sottovalutare anche la stabilità del risultato in una regione del volto non sottoposta ad attriti.

A completamento tratteremo i muscoli depressori del setto tale da provocare un indebolimento selettivo, con conseguente elevazione della punta nasale.

L’Autore illustra il suo approccio al rimodellamento tridimensionale del naso maturato negli ultimi anni attraverso la presentazione di alcuni casi clinici con l’utilizzo dei vari prodotti in commercio.


APPROCCIO AL PAZIENTE DI SESSO MASCHILE: RINGIOVANIMENTO E CORREZIONE ESTETICA DI DISARMONIE E DISMORFISMI DEL VISO

 

Giorgio Astolfi - Milano

 

Introduzione - Negli ultimi anni il ricorso alle pratiche di Medicina Estetica e Chirurgia Estetica ha mostrato un forte e rapido incremento in tutto il mondo.

La riflessione che deriva dalla analisi di dati di mercato è che l’atteggiamento e l’approccio dei pazienti alle pratiche estetiche è profondamente cambiato negli ultimi 10-15 anni.

Per quale ragione:

Oggi si ricorre con maggiore spontaneità e consapevolezza alla Medicina Estetica perché i pazienti sono meglio informati su prodotti e metodiche e soprattutto perché desiderano soluzioni rapide, efficaci, sicure.

Quali le prestazioni più richieste e più effettuate:

Tossina botulinica, filler, peeling chimici, laser resurfacing.

Premesso che ogni paziente va valutato singolarmente sulla base delle caratteristiche individuali (anamnesi, genetica, etnia, morfologia, foto e cronoaging, abitudini di vita etc) si possono comunque ipotizzare linee comuni di approccio Medico Estetico finalizzate alla ristrutturazione volumetrica e ringiovanimento del volto per fasce di età ed anche in relazione al sesso.

Pazienti di sesso maschile

Per ragioni di tipo socio culturale i soggetti di sesso maschile si avvicinano con maggiore riluttanza alla Medicina Estetica anche se questa tendenza sembra gradualmente in attenuazione.

Ovvio che l'approccio al paziente di sesso maschile è differente, anche perché si parte da presupposti e canoni estetici diversi rispetto alla donna.

Sempre differenziando i trattamenti per fasce di età nel soggetto maschio lo schema può essere il seguente:

3 ^ decade

  • Ciclo di biorivitalizzazione viso (mediante l’utilizzo di HA non linkato, aminoacidi, vitamine, sali minerali etc.)
  • Cicli di LED terapia

4^ e 5^ decade e oltre

  • Utilizzo di filler per ridurre la perdita di volume, soprattutto nella regione zigomatico malare per correggere le rughe naso geniene e della marionetta. Ridefinizione e rinforzo del contorno e dell’angolo mandibolare (molto efficace l'uso della idrossiapatite di calcio in ragione delle sue particolari caratteristiche)
  • Tossina botulinica per correzione rughe glabellari
  • PRP per stimolare il collagene e contrastare l'elastosi e i segni dell'invecchiamento cutaneo
  • Trattamenti laser per coupe rose, lentigo solari, cheratosi etc. laddove necessari, peelings, led terapia finalizzati ad un miglioramento della texture e della luminosità del viso.

Materiali e metodi

 - Idrossiapatite di calcio per la ragione zigomatico malare, pliche naso-geniene, ruga della marionetta, contorno mandibolare, mento, naso, regione temporale;

- acido ialuronico per la ridefinizione del contorno e del volume delle labbra;

- tossina botulinica per il trattamento delle rughe glabellari, mento, naso;

- Laser KTP, CO2, Q Switch 532

- Peelings: a seconda delle caratteristiche dell’epidermide

Risultati- Immediati (filler) a breve (tossina botulinica) e a medio termine (Laser, peelings etc)

Conclusioni – Una valutazione globale del viso e l’utilizzo di diverse procedure combinate correttamente sia nella scelta dei materiali che nella sequenza dei trattamenti consentirà di ottenere eccellenti risultati estetici in tempi brevi senza particolari disagi per i nostri pazienti.

In conclusione si può affermare che la bellezza e gradevolezza del volto è legata all’armonia dei volumi e delle proporzioni e della qualità dell’epidermide.  È in questa direzione che devono orientarsi i nostri interventi.


FILL STEM: FILI DI SOSPENSIONE E MICROINNESTI CUTANEI

Pier Antonio Bacci - Arezzo

Dicono falsità coloro che affermano che i fili assorbibili di ringiovanimento non producono fibrosi, ma biostimolazione, poiché tutti i fili assorbibili si comportano da corpo estraneo e producono fibrosi.

I fili in polidiossanone (PDO) sono quelli che meno stimolano la risposta infiammatoria, ma una reazione fibrosa si forma sempre attorno al microfilo. Ben controllata e con il posizionamento nel piano giusto, nel modo giusto e con i giusti trattamenti, questa può però risultare utile e temporanea.

Per questo occorre ben comprendere il significato di biostimolazione e biorigenerazione, il significato e la biochimica del collagene fibroso e di quello reticolare, infine i concetti base del trattamento con fili in PDO, soprattutto nella creazione della rete dermosubdermica di sostegno che è il cuore del trattamento.

Con il termine “Fill/Stem” si vuole indicare una strategia finalizzata alla ristrutturazione ed alla biorigenerazione tessutale sfruttando le caratteristiche proprie dei microfili in polidiossanone integrati da trattamenti di medicina rigenerativa per stimolare i fattori di crescita, la neoangiogenesi, i processi di difesa e tutte le reazioni vitali legate alle attività cellulari, fra cui la fisiologica attività delle cellule staminali adulte proprie del tessuto.

I trattamenti di medicina rigenerativa sono quindi finalizzati alla stimolazione dei “fattori di crescita”, caratterizzati da proteine e fattori di attivazione metabolica, come il PDGF, il TGF β, il VEGF, l’IGF-1, l’FGF, e l’EGF, assieme a “citochine” e “chemochine” capaci di stimolare le attività cellulari, favorendo la riparazione tissutale, modulando l’infiammazione e l’angiogenesi.

Tale risultato si ottiene con la strategia Fill/Stem che è finalizzata alla ristrutturazione ed alla biorigenerazione dei tessuti in modo non invasivo, con l’uso dei microfili coreani in PDO  a cui viene aggiunta una metodica di medicina rigenerativa che usa i microinnesti cutanei, contenenti precursori di aminoacidi, matrice proteica e cellule connettivali adulte MCSa omologhe e autologhe, per biorigenerare i tessuti e favorire l’angiogenesi, la vascolarizzazione, le attività cellulari e la ristrutturazione cellulo-tessutale, infine per trasformare la fibrosi tessutale in vera biorigenerazione e bioristrutturazione.


FILLER PER LE AREE "DIFFICILI": DOS & DON'TS

Fulvio Conte - Roma

Lo sviluppo tecnologico dei materiali e la costante esigenza di rendere gli interventi estetici sempre meno invasivi hanno reso possibile lo sviluppo di filler avanzati e tecniche iniettive raffinate per approcciare le cosiddette aree difficili.

Le aree difficili sono distretti anatomici che per loro conformazione e/o per la presenza nel loro contesto di strutture nobili come vasi e nervi rendono l’infiltrazione di filler non di semplice esecuzione e legata a possibili complicanze spesso molto gravi e di problematica gestione.

Tempie, Solco lacrimale, dorso delle mani sono alcuni degli esempi di area difficile.

Cosa? Come? Dove infiltrare? Quali le possibili complicanze?


LA GINECOLOGIA ESTETICA E FUNZIONALE: LE STRATEGIE DELLA MEDICINA ESTETICA

Elena Fasola- Milano

Dopo anni di sperimentazione, perfezionamento ed approfondimento delle tecniche nel trattamento delle ipotrofie cutaneo-mucose e delle lipo-ipotrofie dell’area vulvo-vaginale, l’autrice fa un excursus sulle indicazioni e le controindicazioni alle possibilità di trattamento che la Medicina Estetica offre nel Ringiovanimento vulvo-vaginale, nonché sui risultati ottenuti attraverso le tecniche sviluppate nel corso degli anni. La progettazione e la produzione di materiali ed apparecchiature, dall’Acido Ialuronico, ai Laser, alla Carbossiterapia, adatti al trattamento dei cambiamenti morfologici e funzionali dell’area vulvare, hanno reso questa disciplina uno strumento completo per il ringiovanimento estetico e funzionale genitale femminile.


IL NUOVO APPROCCIO DI GALDERMA: RESTORE ENHANCE REFRESH BASATO SUI BISOGNI DEL PAZIENTE

Francesca De Angelis - Napoli

Il moderno approccio ai trattamenti estetici del volto si pone l’obiettivo di ripristinare l’armonia del volto esaltando le caratteristiche che ne influenzano l’attrattività.

Grazie all’ampio ventaglio di trattamenti estetici disponibili e all’evoluzione delle tecniche iniettive, il professionista ha oggi l’opportunità di proporre al paziente un approccio olistico che si basa su un percorso diagnostico che pone al centro il paziente con i suoi bisogni e con il quale costruisce un piano di trattamenti personalizzato, in relazione alle sue esigenze. La combinazione, tra altri trattamenti, di Skinbooster e Filler a base di acido ialuronico offre al professionista l’opportunità di pianificare i trattamenti, per risultati graduali,  naturali e graditi dalla paziente perché non percepibili dall’osservatore esterno ma con un effetto globale di maggiore freschezza del volto e che aiuta le pazienti stesse a sentirsi meglio con se stesse.

Il successo dei filler a base di acido ialuronico in medicina estetica risiede nelle sue proprietà viscoelastiche, oltre che nelle caratteristiche di biocompatibilità e idoneità all’impiego per indicazioni diverse nell’ambito del ringiovanimento del volto.

Nell’esperienza dell’autrice i filler utilizzati sono di tecnologia NASHA e Optimal Balance Technology, selezionati in funzione del distretto e del tipo di pelle. Il miglioramento della qualità della pelle viene eseguito con skinbooster.

Verranno presentati casi rappresentativi tratti dalla personale casistica con l’ausilio di video, con diversa morfologia del volto, età diversa e diverse caratteristiche cutanee e i risultati ottenuti utilizzando l’ approccio metodologico sopra descritto.


CRYSTALYS: EXCURSUS TRA TIMORI E POTENZIALITÀ DELL'IDROSSIAPATITE DI CALCIO

Antonella Montagnese - Roma

L‘Idrossiapatite di Calcio è un filler biocompatibile al 100% con un profilo di sicurezza molto elevato, adatto per la correzione di rughe e l’aumento volumetrico di varie aree del volto, con risultati di lunga durata.

In questa relazione esaminiamo approfonditamente le proprietà di questo materiale per sfatare i timori legati a questo nuovo filler ed evidenziare tutte le potenzialità del prodotto.


BIORIVITALIZZAZIONE E RIEMPIMENTO DELLE REGIONI DIFFICILI DEL VOLTO: VANTAGGI, METODICHE E COMPLICAZIONI

Pier Antonio Bacci - Arezzo

Il ringiovanimento del volto deve seguire delle linee ormai ben studiate e delineate:

  1. l’eccesso cutaneo richiede un trattamento chirurgico con le sue varie metodologie
  2. la lipoatrofia e le depressioni richiedono aumento di volume con fillers o lipofilling
  3. l’ageing strutturale cutaneo richiede trattamenti dermocosmetici

Fra le metodiche soft di ristrutturazione e ringiovanimento del volto, biostimolazione e filler hanno un posto importante, in particolare i fillers riassorbibili che presentano minori vere complicazioni e stimolano i normali processi fisiologici.

I fillers non permanenti all’acido jaluronico, reticolati o non reticolati, a a corta o media durata, sono quelli che sicuramente garantiscono ottimi risultati con minori complicazioni. La particolare composizione, così come le differenti concentrazioni, permettono di lavorare su piani differenti per avere un sinergia di risposta nell’aumento di volume dei tessuti.

Su piani profondi o sottomuscolari si ricostituisce il contorno ed il volume sfruttando la massa dei muscoli, su piani sottocutanei si favorisce il miglioramento dei contorni e la riduzione delle pieghe rendendo più dolce il volto.

Usando il prodotto non reticolato su piani intradermici, o meglio le sostanze biostimolanti precursori dellstrsutture connettivali e matriciali, si ristruttura la cute creando un processo di fisiologica rivitalizzazione.

La relativa semplicità di esecuzione, grazie anche ad una particolare siringa, ne permettono i buoni risultati con poche complicazioni e offrono al medico estetico ed al chirurgo la possibilità di associare il prodotto alle varie tecniche chirurgiche, come i fili in PDO, che offrono la possibilità di “sostenere” e “stirare” i tessuti,, o ai vari trattamenti dermocosmetici.

I vantaggi sono la relativa semplicità di esecuzione, le complicazioni sono i granulomi, le infezioni, Le infiammazioni e le troppo gravi requenti reazioni da corpo estraneo che si evidenziano sempre più spesso, con cause attribuibili soprattutto alla sovrapposizione di prodotti  diversi messi troppo frequentemente ed all’alterata reazione tessutale macrofagica in tessuti alterati dai trattamenti.


ULTRASUONI ULTHERAPY: APPLICAZIONI ATTUALI E PROSPETTIVE FUTURE

Nicola Zerbinati - Pavia

Ringiovanimento tissutale mediante ultrasuoni microfocalizzati.L’invecchiamento tissutale a livello del viso e collo, si è presentato storicamente come una grande sfida per la medicina estetica; giacché le scelte terapeutiche non invasive a disposizione, erano in grado di migliorare esclusivamente l’aspetto cutaneo ma non il cedimento tissutale, lasciando come unica alternativa il trattamento chirurgico.Anche se il lifting rimane il gold standard, sempre più pazienti rifiutano la scelta chirurgica per tutte le morbilità che essa comporta, per cui è stato necessario sviluppare tecnologie in grado raggiungere l’obbiettivo del ringiovanimento tissutale; tra queste troviamo i dispositivi ad ultrasuoni focalizzati capaci di creare un danno termico a livello dell’aponeurosi muscolare (complesso dello SMAS per il viso e platisma per il collo) e del tessuto sottocutaneo, dando origine a una reazione infiammatoria che porterà alla formazione di nuove fibre collagene, e quindi un rimodellamento tissutale.L’Autore espone i vantaggi, le modalità di utilizzo dell’apparecchiatura e le applicazioni future


HYDROLIFT FULLFACE: RESHAPING NATURALE E VOLUME ESSENZIALE

Salvatore Fundarò - Modena

La comprensione delle caratteristiche reologiche dei filler e la corretta localizzazione anatomica del prodotto consente un ottimale correzione dei difetti connessi all’invecchiamento del volto.

Le caratteristiche reologiche dei filler influenzano notevolmente la loro azione clinica e correttiva. Inoculare un filler con caratteristiche non idonee al suo utilizzo determina una riduzione dell’efficacia o espone a possibili complicanze. La finalità del trattamento ed il piano anatomico dove si inietta il prodotto sono elementi essenziali nella scelta del filler da utilizzare e delle sinergie tra le differenti tipologie.

La naturalezza del risultato è sicuramente influenzata dalla tipologia del filler e dalla sua collocazione anatomica. L’integrazione del gel con i tessuti circostanti influenza la naturalità del volto trattato con filler, soprattutto quando il trattamento è fullface. L’utilizzo di filler con caratteristiche reologiche differenti iniettati a livelli anatomici adeguati garantisce un risultato soddisfacente dal punto di vista estetico.


MD CODES™ EQUATIONS E TECNOLOGIA VYCROSS™: COME SODDISFARE AL MEGLIO LE ESIGENZE DEL PAZIENTE

Pierfrancesco Cirillo – Roma

Davide Tonini - Verona

Per la maggior parte delle persone la mimica facciale e l'espressività del volto rivestono un ruolo essenziale nell'ambito del lavoro e in quello della comunicazione, per questo la comparsa delle rughe e l'accentuazione dei solchi cutanei rappresentano un problema non solo di carattere estetico, ma anche una condizione psicologica di disagio. Comprendere l’aspetto psicologico della paziente pertanto è la chiave di un trattamento di successo nell’ambito della medicina estetica.

I filler in gel coesivo a base di acido ialuronico della tecnologia VycrossTM, grazie alle loro particolari e uniche caratteristiche, permettono di intervenire sulle depressioni cutanee medie e profonde, in tutte le aree del volto impattate dal naturale processo di invecchiamento, ridonando alla pelle un aspetto più tonico e compatto già dopo il trattamento stesso.

L’obiettivo di questo incontro è quello di fornire le linee guida per un assessment di successo e le tecnichedi trattamento sicure e efficaci con filler a base di acido ialuronico.


VISCODERM: L’ACIDO IALURONICO ULTRA PURO PER LA BIORISTRUTTURAZIONE DERMICA: DOVE, COME E QUANDO

Stefania Bizzarri - Roma

Una pelle giovane è costituita da più del 75% di collagene che le garantisce tono e compattezza Con il passare del tempo la densità del collagene si riduce causando la perdita di elasticità e la comparsa delle rughe.

Anche l'acido ialuronico si riduce contribuendo al l'invecchiamento dei tessuti.

Per questi motivi l'Ibsa ha messo a punto Viscoderm, un prodotto a base di acido ialuronico non modificato chimicamente e di elementi dermonitritivi in grado di prevenire e curare la diminuzione di acido ialuronico per stimolare la produzione endogena di collagene. 

Questo è un trattamento intradermico bio ristrutturante con acido ialuronico a diverse concentrazioni. 


RADIESSE: LE NOVITÀ DEL LIFTING FILLER

Gabriella Gentili – Roma

Radiesse, l’unico filler a base di idrossiapatite di calcio con 3 approvazioni FDA e l’unico autorizzato dall’ente di controllo statunitense per correggere il dorso della mano, continua a confermare l’eccellenza dei risultati anche con il nuovo prodotto che l’azienda tedesca Merz ha lanciato: Radiesse + Lidocaine, con anestetico in polvere integrato nella siringa e pronto all’uso. E’ nata così la nuova gamma Radiesse per soddisfare tutte le necessità cliniche: dal miglioramento della qualità della pelle in termini di elasticità e luminosità fino alla capacità di risollevare i tessuti lassi e ricreare i volumi persi. Radiesse oltre che essere totalmente riassorbibile e biocompatibile ha il più basso tasso di complicanze. Così, mentre il classico Radiesse rimane per gli specialisti che vogliono diluirlo con Lidocaina e soluzione fisiologica per dare risultati differenziati sul volto dei pazienti, Radiesse + Lidocaine è il vero e proprio filler liftante da usare puro, come un normale ialuronico, con il vantaggio che stimola nuovo collagene endogeno di tipo 1 a lungo termine. Non si va a stimolare il collagene fibrotico, stimolato di norma dall’ago o dall’infiammazione causata dallo ialuronico, ma il collagene di tipo 1, quello più giovane e compatto, è stimolato dall’azione delle microsfere di idrossiapatite sui fibroblasti.  Per fare un esempio Radiesse classico diluito è perfetto per i pazienti più giovani o con un invecchiamento precoce che vogliono ricompattare il derma, renderlo più elastico e ridonare turgore e tono. Radiesse + Lidocaine è adatto invece per ridonare forma e definizione a quelle aree del volto che hanno perso volume. Radiesse è un prodotto versatile che si presta perfettamente a tutti gli utilizzi.

Nel workshop andrò a mostrare su un paziente uomo proprio la differenza di utilizzo dei due filler in base ai diversi risultati che voglio ottenere: risollevare i tessuti e scolpire le aree che hanno perso tono, sfruttando l’elevata elasticità del filler.


LA LESC, LIPOEMULSIONE SOTTOCUTANEA NEL TRATTAMENTO DELLE ADIPOSITÀ LOCALIZZATE DEL VOLTO E DEL CORPO

Davide Tonini - Verona

La lipo emulsione sottocutanea è una efficacissima tecnica utilizzata per ridurre le adiposità localizzate del volto e del corpo.

È costituita da un generatore di ultrasuoni all'avanguardia che permette di sciogliere il grasso per mezzo di una multi frequenza ultrasonica pulsata che andando a sollecitare le cellule adipose, le disgrega e le rompe.

Il trattamento per ogni distretto ha la durata di 15-20 minuti.

Il grasso reso fluido viene eliminato naturalmente e in parte asportato con una siringa

È sufficiente una seduta per ottenere risultati eccellenti, in alcune aree paragonabile ad una lipo scultura.

Sono assenti i problemi di embolia, versamenti, e avallamenti.

È possibile riprendere le normali attività quotidiane già lo stesso giorno del trattamento.

Rispetto ad altre metodiche la lipo emulsione sottocutanea assicura al paziente molteplici vantaggi:

-la multifrequenza pulsata agisce sulla struttura fibrotica di sostegno del grasso e della pelle, con eccellente effetto di retrazione della zona trattata: la pelle aderisce al nuovo volume riducendo la flacciditá

-la tecnica consente di operare nei piani più superficiali del pannicolo riposo rispettando, più di altre metodiche, il sistema vascolare e linfatico.

-preserva l'integrità delle strutture importanti della cute perché non si eseguono incisioni.

Il trattamento viene effettuato ambulatorialmente in anestesia locale.

Il piano di azione sottocutanea soddisfa quindi i seguenti requisiti di sicurezza e confort:

-assenza di rischi e danni indesiderati

-Massimi risultati con minima invasività

-Nessun dolore intra e post operatorio

-Rimodellamento immediato, senza segni per intervento visibili e senza convalescenza

-Risultati duraturi o permanenti

ATELOCOLLAGEN IN TISSUES RECONSTRUCTION REVIEW REPORTS

EdytaAdamczykKutera – Varsavia (Polonia)

Collagenis a proteincommonlyfound in animalorganisms. From 28 types of collagen, type I is the mostwidelyused in medicine. Atelocollagenisderived from type I collagenwhichisformed by hydrolysisusing the enzymepepsin. In thisprocesstelopeptidesresponsible for the immunogenicity of collagentype I are removed. The first scientificpublicationson the use of atelocollagenreach 1970s., when the first timewasusedas a biomaterial for tissueengineering. With the affinity for cellmembranes and to the idealdrivingadoptionin human tissuestodayis a significantcontribution to regenerative medicine. The papercollectedmessageaboutatelocollagen use as a carrier for the implantation of stemcellsandsomatictissue in reconstuctionprocesses. Aslopresentedwork compare to the structure of collagentype I and type I atelocollagen in structure, biologicalproperties and application.


TAILORED TREATMENT FOR ACTORS AND MODELS-THE RIGHT TIME FOR THE RIGHT TREATMENT

Thomas Rappl – Vienna (Austria)

Introduction: Non-surgicalaesthetic treatment is the quickestraising market in medicine. In the US, annualcosmeticsurgery volume (surgical and non-surgical) increased by 725% between. Future growthisexpected to be drivenlargely by non-surgicalprocedures. Worldwide, the treatment of wrinkles with fillers and BoNT/A products are the most common non-surgicalcosmeticprocedures.

Methods: Varioustechniques are used to improve the appearance of the clients, usingdifferenttypes of fillers or toxin-brands. Thousands of presentations and lecturesdescribe the best practise for a perfectoutcome. Wefocused on the profession of ourclients  (musicians, actors, models) to provide a tailored treatment for eachprofession.

Results: Treatingthese clients the exact time of the treatment and the intervalbetweeninjections and act, audition, filming and photo-shootingis the mostimportantquestion, besideamount of volume and units. Little toxin-dosage and lowfiltervolumes to create harmonicproportions are crucial. The best intervalbetween non-surgical treatment and importanteventliesaround 8-12 weeks, wherewrinkleshavesmoothened and mimicregainsit´sexpression, fillershave the right softness and touch up procedureslead to a perfectoutcome.

Conclusion: To receive the best post-treatment outcomeleading to an overallsatisfactionitisabsolutelyimportant to take in account the right time for the treatment.


LIPOFILLING POTENZIATO

Sebastian Torres Farr - Roma

Gli innesti adiposi si sono trasformati in una pratica popolare in chirurgia estetica grazie alle sue capacità uniche volumetrica e rigenerativa. Una tendenza a standardizzare la tecnica è stato il foco d'attenzione negli ultimi anni. L'autore propone suo metodo di raccolta differenziale in un tentativo di aiutare a omogenizzare la metodica.

Nonostante, la possibilità di potenziare gli innesti adiposi e una pratica poco conosciuta e raramente applicata.

Il lipofilling potenziato può migliorare la viabilità cellulare, il metabolismo e la sopravita del innesto.

Si presenta un mix di acido ialuronico cross-linkato al 10% e grasso al 90% per l'ottenimento di una emulsione stabile previo al trattamento, spiegando i benefici ed evidenziano le probe ed riscontri clinici ed istologici.


RINOFILLER: CORREZIONE DEL GIBBO NASALE CON HA

Filippo Brighetti - Bologna

Per gibbo si intende una convessità del dorso nasale, a carico della volta osteo-cartilaginea.

Poiché i filler, qualunque sia la loro natura chimica, possono ovviamente lavorare e correggere inestetismi solo “per addizione”, sarà loro compito dissimulare la presenza del gibbo venendo impiantati a monte e a valle dello stesso. Non essendovi quindi una reale diminuzione del gibbo, tale procedura potrà essere effettuata solo nei casi nei quali il difetto estetico non sia severo.

Il limite funzionale del rinofiller viene stabilito, infatti, attingendo a criterii cefalo-metrici. Il punto più profondo della radice nasale (Nasion) corrisponde alla sutura ossea tra ossa Nasali e Frontale.  Questo punto, in visione laterale, non può e non deve oltrepassare un piano frontale passante per la glabella.  In caso contrario, l’aspetto del naso sarà talmente lineare da

configurare ciò che viene descritto come”naso greco”.  Inoltre, ogni singola sessione dovranno  impiantare piccole quantità di HA, per evitare che compressioni esterne accidentali (per esempio la pressione esercitata dagli occhiali) possano spostare, pur di pochi millimetri, il filler stesso.

Le complicanze più temibili delle procedure di rinofiller sono sicuramente quelle trofiche, a carico dei tessuti molli del naso. Parliamo quindi di: embolismi, compressioni esterne a carico dei vasi, o ischemie transitorie derivanti da vasospasmo. E’pertanto fondamentale conoscere minuziosamente la anatomia vascolare topografica di questa delicata regione anatomica


ASSOCIAZIONE DI INIETTABILI PER IL RINGIOVANIMENTO DEL TERZO INFERIORE

Giovanni Salti – Firenze

La correzione dell'invecchiamento facciale è passata dal trattamento dei segni superficiali al rimodellamento volumetrico dei contorni. Ogni regione del volto ha così acquisito una grande importanza specifica in funzione di un bilancio armonico, ottenuto con diverse metodologie, proprie di ogni singola area. L'approccio non invasivo al terzo inferiore del viso si basa sull'uso combinato di più tecniche, quali le tecnologie di contrasto al rilassamento, i fili di sospensione e l'uso di prodotti iniettabili. La nostra esperienza con gli iniettabili nel terzo inferiore è basata su 3 gruppi di prodotti: i filler (ialuronici e non), le tossine botuliniche e gli agenti liporiduttori. Le tecniche di volumizzazione prevedono il ripristino della linea mandibolare, dall'angolo mandibolare al mento, ma anche il trattamento dei comparti adiposi superficiali laterali, allo scopo di ridefinire i contorni e rimodellare i volumi. La tossina botulinica viene utilizzata con efficacia per rimodellare la forma del muscolo massetere, per migliorare la proiezione del mento e per ridistendere il platisma. L'acido desossicolico ed i liporiduttori sono utili a ridurre le aree di accumulo adiposo, come le tumefazioni latero-mentoniere del bargiglio ed il doppiomento. La correzione del terzo inferiore è cruciale nel generare un buon equilibrio estetico della correzione. In questa regione non è sempre utile aggiungere volume, anzi, spesso l'area di volumizzazione deve essere limitata e precisamente delimitata. Un miglioramento maggiore si raggiunge con anche la combinazione di quegli iniettabili abili a rimodellare e ridurre come la tossina botulinica ed i liporiduttori.


NUOVI TRATTAMENTI MEDICI NELLA RESTITUZIONE DEL FENOTIPO CUTANEO SULLA BASE DELLA VALUTAZIONE DEI POLIMORFISMI GENETICI

Maurizio Ceccarelli - Roma

Lo studio dei polimorfismi genetici (sostituzione di una singola base azotata al livello del DNA) rappresenta una delle tecniche diagnostiche più utilizzate per la valutazione dello stato biologico delle nostre pazienti.

Oggi, un pannello specifico per lo stato cutaneo, ci consente di individuare le situazioni costituzionali responsabili di un precoce invecchiamento della cute e di programmare dei trattamenti restitutivi specifici utili a compensare il problema genetico.

Presentiamo questo pannello, che il nostro gruppo scientifico è riuscito ad ottenere a basso costo, e i diversi protocolli medici necessari a compensare il polimorfismo negativo.


DEPIGMENTAZIONE NELLE PELLI SCURE - ATTUALITÀ SULL’USO DEI FILI NEL VISO E NEL CORPO

Julio Ferreira – Buenos Aires (Argentina)

 

Complemetarytreatments in face lifting techniques:

The aim of thispresentationis to convey the experience with the treatments and techniquescommonlyassociated with face lift technique.

Detailed and describedminimally invasive techniquessuchasfacialliposuction, lipofilling, syntheticfillers, facialthread  and PRP; and non-invasive techniquessuchas peelings and depigmentationtreatments.

Examples (casesbefore and after) are displayed, each of the techniques and combinationsthereof.

We can conclude that the combination of minimally invasive techniques, enhance the result of ourfacelift and evenallowus to makeless aggressive and abbreviated post-operative surgicalprocedures.

Tensorthreads for face rejuvenation:

The treatments of the aging face require an appreciation of skinaging, aswellassubcutaneousagingexemplified by loss of support of the skin and a decrease of underlyingfattytissue.

The treatment of cutaneousagingneeds to be focused on all the anatomicalelements of the face.

I willpresentmy personal experience for about 10 yearsapplyingdifferenttechniquesthatusesdifferenttypes of threads and tensors in the treatment of facialcutaneousflacciditysigns.

Thesetechniques can be used in rejuvenation and beautification of the face (facialcontour, cheek bones, cheek, brow-lift) and neck.  The obtainedresults are naturals and the face recoverslosttensionproduced by flacciditysigns.

Differenttechniqueswill be shown, marked and a video will be played with live-sequences of theseapplications.

Buttocksbeautification with tensorsthreads

I willpresent in this work the experience of more than 10 years in the treatment of gluteusflaccidity, using the procedure of “lifting effect”  with the use of tensorscreated by Dr. NicolaySerdev and modified by myself .

The obtainedresultis the elevation of the gluteus position and reposition of fallentissue, achieving the modification of volume and shape, whichcontributes to modify the proportion of the area.

I willdescribe a procedure to enhance the beauty of  the position  of the gluteuswithoutscars, creating an effect of “subcutaneoustissue lift” of the  area.

I will be used a special threaddeveloped for thistechniquethattakes the fibrousdeeptissuelocatedat the inferior part of the gluteus and fixesit in the fascia of the mayorgluteusmuscle.

All the technicaldetailswill be shown to reshape the gluteus area, presurgical procedure with the right markings and the complete technique, post operative treatment and the results.


RINOPLASTICA MEDICA FUNZIONALE NELLA CORREZIONE DELL'INSUFFICIENZA DELLA VALVOLA NASALE

Giuliana Bianco - Roma

In implantologia dentale per il raggiungimento di un risultato estetico adeguato, è necessaria una corretta pianificazione del caso, un corretto posizionamento tridimensionale implantare ed una corretta gestione dei tessuti molli peri-implantari, sia sotto il profilo chirurgico che sotto quello protesico. La corretta scelta dei materiali inoltre, aiuta ad ottenere un aspetto naturale, sia della componente bianca dentale che della componente rosa gengivale. Dunque la gestione dell’estetica implantare nei casi di edentulia singola e multipla, è particolarmente delicata se si vuole riuscire a mimare le caratteristiche estetiche dei tessuti molli e duri adiacenti. Indubbiamente, le conoscenze sull’evoluzione del riassorbimento osseo e dell’influenza della distanza inter- implantare ha permesso di pianificare la riabilitazione implantare nel rispetto dell’ampiezza biologica. Tuttavia in numerosi casi è difficile gestire la papilla inter-implantare. Lo scopo del presente lavoro è stato quello di valutare dal punto di vista clinico i risultati ottenuti e i tempi di biostimolazione gengivale attraverso l’utilizzo di collagene infiltrato localmente.


SOLO PER I TUOI OCCHI...

Stefania De David - Padova

In questo breve video, presenteremo una tecnica di infiltrazione dell’Acido Ialuronico nell’area del contorno occhi, che migliorerà visibilmente in un brevissimo lasso di tempo. L’utilizzo di una cannula ne consente l’impiego anche negli uomini.


IL LIFTING INVISIBILE: ESPERIENZA PERSONALE CON I FILI DI SOSPENSIONE A CONI OPPONENTI PER LA CORREZIONE DELLE LASSITÀ E LA RIDEFINIZIONE DEI VOLUMI DEL VOLTO

Paola Rosalba Russo - Bologna

L’autrice presenterà qui un nuovo approccio alla ridefinizione dei profili del volto.

Il trattamento prevede la valutazione dei cambiamenti dei tessuti molli e delle componenti strutturali profonde, a cui contribuiscono diversi fattori, in particolare gli effetti della gravità, la perdita di volume e ridistribuzione del tessuto adiposo e il riassorbimento osseo legati all’invecchiamento cutaneo. Per questo, sia nell’uomo che nella donna, il ripristino dei volumi profondi è un atto correttivo basilare per ridefinire ed esaltare quei tratti del volto che assumono particolare rilevanza nell’armonia del volto giovanile, , come le regioni zigomatico-malari e il profilo mentoniero e mandibolare, aree che possono risultare scarsamente rappresentate anche per motivi anatomici costituzionali. Il rimodellamento dei volumi del volto oggi può avvalersi dell’impianto di materiali dotati di elevata biocompatibilità, sicurezza ed efficacia oltre che di estrema maneggevolezza e minimamente invasivi, o addirittura non invasivi, tali da consentire trattamenti veloci e socializzanti, aspetti di particolare rilevanza nell’accettabilità di un trattamento estetico. Con l’ausilio di supporto video l’autrice presenterà la sua tecnica personale di correzione. Nel terzo inferiore del volto viene utilizzata una tecnica che prevede l’utilizzo di fili riassorbibili con coni bidirezionali di acido polilattico, per la ridefinizione del contorno mandibolare, area fino ad oggi trattata solo con acido ialuronico che forniva un effetto di lifting ottico, e non reale, perché abbassava la linea mandibolare. Oggi invece, grazie ai fili di sospensione possiamo ottenere un reale effetto lifting di questa regione.   Con questi fili di sospensione si chiude per il medico estetico l’approccio non invasivo di tutto il volto dando un effetto di lifting invisibile


AUMENTO DELLE LABBRA: TECNICHE CHIRURGICHE

Domenico Riitano- Roma

L'uso delle protesi in silicone per rimodellare il viso è da molto tempo un pilastro della chirurgia plastica. Gli impianti hanno avuto una evoluzione nel corso degli ultimi anni, permettendo la creazione di protesi sempre più bio-compatibili, morbide e dalla superficie liscia che riduce al minimo le reazioni capsulari. Scopo della relazione è mostrare il ruolo delle protesi nella cheiloplastica d'aumento.

Introduciamo l'utilizzo di una nuova protesi  in silicone dalle caratteristiche ideali per effettuare cheiloplastiche d'aumento sia in pazienti giovani che a causa di una ipotrofia vogliono aumentare il volume delle proprie labbra, sia in pazienti che per fenomeni di aging face vedono le proprie labbra assottigliarsi e perdere in tono.  Abbiamo sviluppato degli strumenti appositi per questo intervento, che realizzato in anestesia locale, si è dimostrato sicuro e con ottimi tassi di soddisfazione da parte dei pazienti.

Queste protesi dimostrano un'ottima stabilità nel tempo, con tassi di infezione e di contrattura capsulare inferiori all'1%.

In un epoca in cui i filler riassorbibili a base di acido ialuronico sono i più comuni device per rimodellare le labbra trovano ancora impiego le protesi in silicone per realizzare delle cheiloplastiche d'aumento stabili  e durature nel tempo.


TRATTAMENTO DELLE RUGHE FRONTALI CON INCOBOTULINUM TIPO A: ASPETTATIVA DI RISULTATI SECONDO LA SEVERITÀ DELLE RUGHE

Gabriele F. Muti - Milano

INTRODUZIONE, OBIETTIVI SPECIFICI, SCOPO DELLO STUDIO

la tossina botulinica è ad oggi il trattamento di scelta per la correzione delle rughe frontali, pur essendo ancora considerato un trattamento off-label.

spesso si ha la necessità di sapere predire il tipo di risultato che si ottiene e la sua durata.

MATERIALI E METODI

una serie di pazienti con diverso grado di severità delle rughe frontali è stata trattato con 12-15 unità di incobotulinum di tipo A.

i pazienti sono stati valutati sia con foto che con filmati eseguiti mensilmente con un follow-up a 5 mesi.

RISULTATI

la valutazione dei pazienti dimostra che la tossina botulinica ed in questo caso l’incobotulinum ha dato buoni risultati garantendo una predittibilità di risultato in effetto e durata a secondo della gravità delle rughe

CONCLUSIONI

I risultati sono legati dala severità delle rughe


USO DELLA TOSSINA BOTULINICA: VANTAGGI E LIMITI DELLA METODICA

Enrico Guarino - Roma

Al giorno d'oggi è impossibile pensare ad una medicina e chirurgia estetica valida senza l'impiego routinario della tossina botulinica. Nel terzo superiore del volto si ha l'indicazione principe nel trattamento delle rughe ad origine mimica ma su tutto il volto possiamo ottenere, con uso off label, straordinari risultati nella gestione e trattamento delle rughe mimiche e segni di invecchiamento connessi alla attività muscolare. Per ottenere risultati ottimali e soprattutto privi di effetti colatterali è necessario conoscere bene l'anatomia dei muscoli che andremo a trattare. In questo nostro lavoro riportiamo la nostra esperienza nell'uso della tossina botulinica, con impiego off label, nel trattamento di tutta l'area peri buccale e di altre aree del volto con zona d'innoculo, relativo dosaggio impiegato, eventuali effetti collaterali e complicanze. 


FILI DI SOSPENSIONE RIASSORBIBILI: PERCHÉ UTILIZZARLI?

Irina Poleva - Roma

I fili di sospensione riassorbibili, entrati pochi anni fa nei nostri ambulatori, hanno riscosso un grande interesse dei nostri pazienti e l’entusiasmo dei colleghi.

L’autore analizza la propria esperienza e i dati della letteratura relativi all’uso dei fili riassorbibili di alcuni tipologie.


IL PEELING NEL TRATTAMENTO DELLE IPERPIGMENTAZIONI: RITORNO AL FUTURO

Alessandra Camporese - Padova

Il trattamento ambulatoriale con peeling sta riconquistando l’attenzione nel mondo della medicina estetica soprattutto per l’approccio terapeutico complessivo che prevede la sinergia fra  la procedura ambulatoriale e la cura domiciliare specifica al problema da trattare. In particolare si evidenzia come i peeling non vengano più scelti  in base all’intensità di esfoliazione, peraltro possibile con altri sistemi ablativi, ma vengano piuttosto intesi come un percorso curativo e quindi risulta fondamentale il protocollo ed il complesso delle sostanze specifiche e mirate al problema da trattare. Nel caso delle iperpigmentazioni, partendo dal presupposto che in Europa l’impiego dell’idrochinone non è consentito se non che in formulazioni galeniche e sotto la sola responsabilità del medico utilizzatore, diventa interessante avere a disposizione un sistema che in 3 fasi, consente di trattare in sicurezza le pigmentazioni a spot, il melasma e le iperpigmentazioni post-infiammatorie. L’Autore illustrerà le formulazioni, nate da studi e validazioni di efficacia da parte di un pool di dermatologi internazionali esperti, le fasi della procedura e i risultati clinici conseguibili.


DALLA CHIRURGIA ALLA PROCEDURA MINI INVASIVA: UN APPROCCIO INNOVATIVO PER LE ORECCHIE AD ANSA

Pierfrancesco Cirillo - Roma

L’Earfold è la soluzione mini invasiva  per risolvere ambulatorialmente il problema delle cd. “orecchie a sventola”.

Si tratta di un impianto sottopelle che risolve i problemi di eccessiva prominenza dei padiglioni auricolari con una semplice procedura di pochi minuti.

Una semplice anestesia locale è sufficiente per procedere all’inserimento dell’impianto con una piccolissima incisione.

Una volta posizionato, l’impianto agisce sulla cartilagine contenendo l’eccessiva prominenza del padiglione.

Il materiale dell’Earfold è superelastico ed in grado di mantenere la sua forma permettendo al padiglione di muoversi naturalmente per poi tornare alla forma come corretta.

COME FUNZIONA

Earfold è un impianto di fatto di una semplice striscia in lega metallica, il Nitinolo, titanio + nickel, largamente usato in medicina negli stent coronarici, placcata in oro a 24 carati per ridurne la visibilità sottopelle.

Rispetto all’intervento di otoplastica tradizionale, l’Earfold è estremamente meno complesso ed invasivo.

L’intervento è brevissimo, pochi minuti, 15/20, contro il 90 minuti della otoplastica tradizionale, non è doloroso, è adattissimo ad intervenire su bambini e non presenta rischi di complicazioni, sempre possibili nell’intervento tradizionale.

Il risultato sarà immediatamente visibile, non si rendono necessari camuffamenti post intervento ai padiglioni auricolari e la guarigione delle minuscole incisioni avviene in pochissimi giorni.

L'autore mostrerà tecnica e risultati.


ALGORITMO DELLA DINAMICA DEL VOLTO: BELOTERO + BOCOUTURE

Daniela Marciani - Roma

Al fine di soddisfare pienamente le nuove esigenze estetiche dei pazienti, si fa sempre più rilevante utilizzare un approccio integrato al ringiovanimento del volto non solo diversificando le tecniche, ma soprattutto combinando prodotti dalle caratteristiche e proprietà reologiche diverse: rilassare la muscolatura ipercinetica, ripristinare i volumi persi , ridefinire i contorni del volto e liftare i tessuti cutanei sono i trattamenti più richiesti dai nostri pazienti. Per rispondere alle necessità individuali, sempre più dirette verso la naturalezza e il mantenimento dell’espressività, nella mia pratica quotidiana scelgo prodotti sicuri, con ampia letteratura scientifica alle spalle, ma soprattutto di ultima generazione, e studiati dall’azienda produttrice per rispondere alle nuove necessità del mercato. Per rilassare i muscoli del volto che causano le rughe dinamiche scelgo Bocouture, tossina botulinica di tipo A Merz, purificata dalle proteine complessanti che garantisce il risultato anche dopo anni di trattamenti ripetuti perché non stimola la produzione di anticorpi neutralizzanti. Inoltre ha una diffusione minore, per cui è più preciso e sicuro. Bocouture è la tossina più adatta, secondo la mia esperienza, per i pazienti cosiddetti “naive”, che non si sono, cioè, mai sottoposti a trattamenti con tossina, perché, contenendo solo neurotossina attiva, è totalmente pura e non immunogenica. Per quanto riguarda l’acido ialuronico, io utilizzo il filler svizzero, poi acquistato dalla tedesca Merz, Belotero. Anche in questo caso è un prodotto di ultima generazione, studiato proprio per le aree più dinamiche del volto, come le pieghe nasolabiali, le rughe del “codice a barre” o le zampe di gallina. Il processo brevettato di reticolazione dinamica di Belotero  (Dynamic Cross-LinkingTecnology®) dà vita a un gel dalla matrice liscia e omogenea costituita da diverse densità. Il paziente non sente il prodotto al tatto, ma ne apprezza il risultato visivamente.

LINERASE SKIN REGENERATION: BIORIGENERAZIONE DERMICA ED EPIDERMICA, TRATTAMENTI IN AZIONE SINERGICA

Roberto Pelliccia – Roma

La Biorigenerazione cutanea, per dirsi tale, deve agire sia sullo strato esterno della pelle (c.d. epidermide), sia sullo strato interno della stessa (c.d. derma).

Sostanze quali il Retinolo, i Tripeptidi, la Vitamina C, l’Acido Citrico e Glicolico, l’Exyl-Resorcinolo, il Collagene e l’Acido Ialuronico , impiegate attraverso la tecnologia attraverso la tecnologia “Peel Off”, raggiungono l’epidermide aumentandone l’elasticità e migliorandone la texture, mentre le infiltrazioni di Collagene Eterologo di Tipo I stimolano la produzione di nuovi Fibroblasti, che promuovono la formazione di Collagene nativo di tipo III.

L’Autore illustrerà gli studi e la casistica riguardanti l’utilizzo combinato dei due trattamenti.


TOSSINA BOTULINICA DI TIPO A COME TRATTAMENTO FIDELIZZANTE PER PAZIENTI NAIVE

Pierfrancesco Cirillo - Roma

Per la maggior parte delle persone la mimica facciale e l'espressività del volto rivestono un ruolo essenziale nell'ambito del lavoro e in quello della comunicazione, per questo la comparsa delle rughe e l'accentuazione dei solchi cutanei rappresentano un problema non solo di carattere estetico, ma anche una condizione psicologica di disagio. Comprendere l’aspetto psicologico della paziente pertanto è la chiave di un trattamento di successo nell’ambito della medicina estetica.

L’obiettivo di questo incontro è quello di fornire le linee guida per un assessment di successo e le tecniche di trattamento sicure e efficaci con tossina botulinica di tipo A nelle indicazioni autorizzate.


TRANSCUTANEOUS AND TRANS MUCOSAL SERDEV SUTURES® FOR NASAL TIP REFINEMENT, ALAR BASE NARROWING, AND OTHER CORRECTIONS

NikolaySerdev – Sofia (Bulgaria)

The authordescribeshisexperience with the transcutaneousSerdev Suture® techniques

in differentaestheticdisproportions of the externalnose and in secondarycases. Author’s

needles are specificallydesigned for thesetechniques. Rhinoplastyis part of the beautification

process. The cosmeticsurgeonshould be guided by correctnoseproportions, angles,

and volumes. Proportionalnoseisonethatfits in 1/3 of the face length. Proper

volumes are: thindorsum, thintip, narrow alar base. The tip of the noseprominence

gives volume to the central face and its position should be in harmony with the beauty

triangle (projectedcheekbones and chin). The tipshould be in the line of the cheekbone

prominences. The nasaldorsumshould be straight or slightly concave. The best angles

are: 90° angle at the tip, 110° nasolabial angle, 30° angle of nostrils to columella, 30° dorsum

to profile line. The aim of Serdev Suture® techniques in beautificationrhinoplastyis

to improve the above-mentionedaestheticproportions, volumes, and angles of the nose,

adapted to the face as a whole. SerdevSutures® in rhinoplasty include: tiprotation, refinement

of the tip, lower and medialthirds,


LA BIORISRUTTURAZIONE DERMICA DETERMINATA DA PCL ED IL RIPOSIZIONAMENTO DEI TESSUTI ATTRAVERSO FILI DI PLA: UN APPROCCIO COMBINATO, RAZIONALE DELLE DUE TECNICHE

Alessandra Camporese - Padova

Il trattamento combinato nel crono-invecchiamento del volto rappresenta oggi un ulteriore valido strumento. I processi di invecchiamento del volto sono rappresentati non solo da depauperamento tissutale, muscolare ed osseo, ma dal conseguente scivolamento e rotolamento degli stessi. Si vuole quindi, attraverso questa tecnica combinata approcciare entrambe le problematiche attraverso un protocollo bi-fasico che prevede sia l'utilizzo di fillers di Policaprolactone sia di suture a base di acido Polilattico. 


LINERASE: REDENCIFICACIÒN DÉRMICA SIN VOLUMINIZACIÒN 

Iratze Diaz Aguayo – Bilbao (Spagna)

La redensificacióndérmicacomotratamiento del envejecimiento se puederealizar con numerososprocedimientos.

A excepción de la tecnologíaláser y la radiofrecuencia, la mayoría de losprocedimientosqueutilizamos en medicina estética para aumentar la densidadcutánea a expensas de nuevocolágeno, poseenciertopoder de revoluminización. La aportación de volumen nos ayuda al reposicionamientocutáneo y esoconstituye una ventaja en muchospacientes en losque la flaccidez se debetambién a un proceso de reabsorcióngrasa y ósea, pero esto haceque solo podamosinyectarlos en zonas de deplección. Por lo tanto, para redensificar la piel sin voluminizar, o tratarzonasmuyextensascomocuello y escote LINERASE constituyeeltratamiento sin dudamásefectivo y rentable.


CARBOSSITERAPIA: UNA RISORSA MULTIFUNZIONALE

Giovanni Merone - Roma

La carbossiterapia si è imposta negli ultimi anni come terapia cardine nel trattamento della PEFS: grazie ai suoi effetti sulla flowmotion, l’induzione alla neoangiogenesi (falsa e vera) e l’aumento dell’ossigenazione dei tessuti periferici, costituisce un momento indispensabile nell’approccio alle patologie micro e macrovascolari. I suoi effetti però non sono limitati all’aumento del patrimonio microvascolare e si esplicano a vari livelli biochimici e tissutali. La stimolazione alla neocollagenesi, l’azione lipolitica indiretta, l’aumento del metabolismo tissutale  e altre azioni la rendono eligibile per il trattamento di lassità cutanea, striaedistense, adiposità localizzata, alopecia androgenetica  e altro ancora, sia in monoterapia che come coadiuvante.

FILI DI SOSPENSIONE DEL VOLTO IN PDO: SONO VERAMENTE UTILI?

Gabriele F. Muti - Milano

Il mercato della medicina e chirurgia estetica è stato invaso dai fili di sospensione che non sempre hanno dato i risultati sperati e voluti, da questo un certo scetticismo è insorto negli operatori di mercato.

Abbiamo valutato una serie di pazienti trattati con fili COG in PDO bidirezionali fotografandoli ogni mese dopo avere eseguito un impianto di 3 fili per lato nel 1/3 medio ed inferiore per lato.

La scelta del paziente e del prodotto si è rilevata cruciale nell’ottenimento di buoni risultati.

Per quanto riguarda i pazienti lassità eccessive non vengono considerate idonee al trattamento e un’età tra i 40 ed i 60aa spesso si rileva essere la più indicata per il trattamento.

Per quanto riguarda i fili sicuramente il medico deve porre attenzione agli aghi utilizzati, al colorante presente nel PDO, alle dimensioni del filo e soprattutto alla presenza di una corretta angolatura delle barbe dei fili COG.

Abbiamo visto che una corretta valutazione del paziente, una valida scelta del prodotto, associate ad un giusto costo per il paziente invogliano all’utilizzo dei fili in associazione anche ad altri trattamenti come filler e tossina botulinica migliorando la qualità dei risultati ottenuti.

IL NASO NATURALE

Tito Matteo Marianetti - Roma

La rinoplastica è il punto d’incontro tra arte e scienza, tra equilibrio e proporzione, tra estetica e funzione.

E’ un intervento “individuale”: nessuno di noi è uguale ad un altro e lo stesso vale per il naso. Le rinoplastiche stereotipate, tutte uguali, che sanno di “naso rifatto”, di moda in un passato non troppo lontano, dovrebbero rimanere solo uno sgradevole ricordo.

La naturalezza del risultato deve essere il primo obiettivo del chirurgo e del paziente.

Nella relazione verranno presentati numerosi casi clinici che dimostrano i concetti di personalizzazione e naturalezza del risultato, con riferimenti alle tecniche chirurgiche che portano al raggiungimento di un’armonia tra estetica e funzione.


BIORIVITALIZZAZIONE VS BIOSTIMOLAZIONE: SEMIOLOGIA DEL RINGIOVANIMENTO

Giovanni Merone - Roma

Biostimolazione e biorivitalizzazione sono termini molto utilizzati in Italia nell’ambito della medicina estetica curativa e preventiva. Quali sono le attuali tendenze vigenti nel nostro Paese e all’Estero? Quali sono i correlati scientifici e il razionale alla base dell’uso dei tantissimi prodotti presenti sul mercato per ringiovanire la pelle? Esistono indicazioni elettive per le diverse sostanze biostimolanti? Con la presente s’intende passare sinteticamente in rassegna i principali milestones del sapere scientifico per approdare ad un approccio pratico utilizzabile nello studio medico.


CONTENZIOSO PAZIENTE - MEDICO

Maurizio Maggiorotti– Roma

Da alcuni anni si fa un gran parlare di medicina difensiva ma spesso a sproposito. In sostanza significa operare scelte tecniche condizionate da cautela giurisprudenziale più che da convincimento scientifico. I numerosi studi effettuati sul punto sono sostanzialmente unanimi nell'affermare che praticamente ogni medico opera scelte condizionate dai magistrati più che dettate dalla propria coscienza dopo aver visto finire sul banco degli imputati i suoi stessi colleghi. Come è possibile del resto continuare ad operare secondo la "medicina delle probabilità" quando i magistrati pretendono da noi certezze?

L'art. 40 del Codice penale afferma che “non evitare un evento equivale a cagionarlo” ed essendo noi deputati alla salvaguardia della salute umana, ci troviamo ad essere perseguiti per reati omissivi per non aver prescritto un esame che -sebbene costoso e che raramente avrebbe potuto essere positivo- avrebbe potuto scongiurare l'esito infausto anche se apparentemente più improbabile. 

Medicina difensiva non significa prescrivere un elettroencefalogramma a chi ha mal di pancia ma piuttosto, dovendo escludere sempre anche la complicanza più rara, prescrivere una angiografia per una riferita cefalea neurologicamente negativa cosi come espresso nelle recenti sentenze della Cassazione. 

Tutto ciò va a svantaggio del cittadino-paziente e a danno delle casse dello Stato, con un costo stimato in 13 miliardi di euro per anno.