LA TERAPIA SCLEROSANTE

Inserito in Angiologia

LA TERAPIA SCLEROSANTE

( a cura del Prof. Paolo Brama specialista in Chirurgia Generale, Chirurgia Vascolare e Chirurgia Endocrina)

Le belle gambe sono un attributo di seduzione che ogni donna desidera possedere.

Se è vero che la corretta alimentazione, l’attività fisica, e i trattamenti cosmetici, sono una solida base
da cui partire per raggiungere l’obiettivo “gambe al top”, è altrettanto vero che in alcuni casi questi
accorgimenti non sono sufficienti e diventa necessario affidarsi alla mano esperta di un medico.

Alcune donne ne fanno una ma­lattia, tanto da non osare più col­lant velatissimi o gonne senza calze.
I capillari rotti, infatti, so­prattutto se sono molti, possono essere un inestetismo molto fasti­dioso e
antipatico.

La terapia sclerosante costituisce a tutt’oggi la terapia più utilizzata per il trattamento dei
cosiddetti “capillari”. E’ una tecnica che risale al 1853 ed è stata utilizzata per la prima volta in
Francia per poi essere introdotta su vasta scala a partire dalla metà degli anni ’70.

L’indicazione principale è la rimozione di capillari (teleangectasie) e di piccole varici; tuttavia
anche le vene varicose di più grosse dimensioni “ possono” talvolta essere trattate.

Le teleangectasie sono dilatazioni venose, in genere espressione di problemi venosi modesti;
talvolta associate ad un quadro di chiara insufficienza venosa.

E’ comunque sbagliato considerare sempre le teleangectasie dovute a fattori circolatori; esse
possono essere dovute anche a fattori ormonali (gravidanze, assunzione di anticoncezionali); ad
alimentazione scorretta (eccessiva introduzione di calorie, eccessiva assunzione di sale); a cattive
abitudini, quali: gambe accavallate, indumenti troppo stretti, vicinanza a fonti di calore ed infine
alla stipsi.

La scleroterapia è quella tecnica che comporta la chiusura di un vaso venoso mediante l’iniezione
nello stesso di una soluzione irritante che determina una reazione infiammatoria locale (flebite
chimica), questa provoca una trombizzazione ed il successivo riassorbimento del tratto varicoso.

La distruzione del vaso non crea alcun problema alla circolazione venosa.

Le sostanze sclerosanti in uso non creano reazioni allergiche importanti; la loro azione è limitata
alla parete venosa nel punto di iniezione.

L’efficacia della terapia, secondo studi internazionali , è di circa il 75%.

Controindicazioni possono essere: la gravidanza, episodio di tromboflebite recente o di trombosi
venosa profonda, tumori maligni, diabete, epatiti.

La terapia sclerosante risulta essere poco o per nulla dolorosa; si utilizano infatti aghi di calibro
particolarmente ridotto.

E’ buona norma praticare la terapia lontano dal periodo estivo per il semplice motivo che i raggi

Ultra Violetti potrebbero creare pigmentazioni cutanee.

Dopo il trattamento è necessario, ma non indispensabile applicare un bendaggio elastico
compressivo (elastocompressione I classe ) che verrà rimosso dopo un paio di giorni.

Tra gli effetti indesiderati ricordiamo la comparsa di piccoli ematomi (livido di colore blu-
verdastro) nel punto di iniezione dovuta ad eccessiva aggressività della soluzione sclerosante.

Il livido in genere scompare nel giro di due – otto settimane. Può risultare utile l’applicazione di
pomate eparinoidi per accelerare la fase di guarigione.

Il numero delle sedute di terapia sclerosante dipende dall’estensione delle zone da trattare; durante
la prima seduta non si utilizzano mai più di un due cc. di liquido sclerosante.

La frequenza è generalmente ogni due settimane.

Dopo la terapia si consiglia di evitare l’assunzione di farmaci a base di acido acetilsalicilico
(aspirina) per evitare la riduzione dell’efficacia del trattamento.

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