Intervento terapeutico

Inserito in Psicologia

Un intervento riabilitativo e terapeutico rispetto al tema dell’anoressia mentale deve, innanzitutto, tener presente che si è di fronte a un disturbo di personalità che coinvolge l’area del Sé. Per questo motivo è consigliabile una psicoterapia espressivo- supportava che permette alla paziente di:

a) elaborare e rivedere le modalità attraverso le quali è avvenuto il processo di separazione-individuazione ed introiezione delle figure genitoriali;
b) la costruzione del proprio Sé;
c) l’acquisizione di un grado sufficiente di autostima;
d) le problematiche legate alla simbiosi, al rapporto con il proprio corpo, alla femminilità, alla sessualità.
e) E,’inoltre, necessario analizzare il ruolo svolto da ogni componente del nucleo famigliare che ha “favorito” la nascita e l’evoluzione del disturbo anoressico. Lo stile comunicativo all’interno della famiglia. La creazione di eventuali sottosistemi e alleanze tra i vari membri.

Oltre al lavoro di analisi verbale, è possibile proporre contemporaneamente un approccio corporeo.

In questo caso l’intervento, dopo l’avvenuto consenso del paziente, seguirà le linee guida indicate dall’analisi bioenergetica di A.Lowen, che con le sue parole ben sintetizza l’obiettivo da raggiungere all’interno di una terapia con pazienti anoressiche: “importante è il fatto che queste persone percepiscono la loro individualità e conoscono la loro identità. Sono sempre in diretto contatto con i loro sentimenti e quindi sanno ciò che vogliono e che non vogliono.

Quando parlano, i loro punti di vista sono sempre particolari, perché non esistono due persone che hanno gli stessi sentimenti”.

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