Endocrinologia

Inserito in Endocrinologia

Prof. Maurizio Nordio
Specialista in Endocrinologia

Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo e costante aumento delle malattie della tiroide.
Sono più colpiti i soggetti di sesso femminile, in quanto sono più numerose le cosiddette “età a rischio”, rispetto ai maschi.
 Le gravidanze e la menopausa sono due momenti della vita della donna durante i quali la tiroide può “affaticarsi” particolarmente e quindi lavorare non perfettamente bene. Da quel momento, è possibile che si inneschi una serie di eventi che conducono la tiroide a non funzionare come dovrebbe.
Tale situazione, dapprima perfettamente silente, determina una lenta e progressiva alterazione anche della forma della ghiandola (possibile comparsa di noduli), con conseguente aumento del malfunzionamento (il classico “cane che si morde la coda”).
 Di tutto ciò di solito il paziente non si accorge, se non quando diventano evidenti i sintomi cosiddetti locali (perché la forma della tiroide si è alterata troppo) o generali (quando il livello degli ormoni tiroidei nel sangue si modifica oltre il limite accettabile).
Alla luce di ciò, risulta evidente quanto sia importante la diagnosi precoce e, anzi, la prevenzione, per evitare il progressivo peggioramento della situazione che può determinare anche un malfunzionamento di tutto l’organismo.