Ortopedia

Inserito in Ortopedia

ott. Maurizio Maggiorotti

Medico Chirurgo

Specialista in Ortopedia e Traumatologia

ATTIVITA' AMBULATORIALE

Visite specialistiche

Traumatologia dello sport

Trattamento di traumi contusivi e distorsivi (applicazione di bendaggi, taping)

Attività di Sala gessi (applicazione di apparecchi gessati e in fibra di vetro)

Terapia infiltrativa intrarticolare

ATTIVITA' CHIRURGICA

Patologie dell'anca

•- Coxartosi

Patologie del ginocchio

•- Gonartosi

•- Lesioni meniscali (D.S.)

•- Lesioni cartilaginee (D.S.)

•- Lesioni legamentose

Patologie della mano

(Amb.)

•- Sindrome del tunnel carpale

•- Dita a scatto

•- Malattia di De Quervain

•- Malattia di Dupuytren

Patologie della colonna con trattamento mininvasivo (One D.S.)

•- Spondilolistesi

•- Stenosi del canale

•- Ernie del disco

•- Sindrome delle faccette

(Amb.) Trattamento Ambulatoriale

(D.S.) Trattamento Day Surgery

TRATTAMENTI AMBULATORIALI

TENOSINOVITE STENOSANTE DI DE QUERVAIN


Si tratta di una infiammazione della guaina sinoviale dei tendini lungo abduttore ed estensore breve del pollice che decorrono insieme in un tunnel fibroso. La malattia determina un conflitto di questi tendini con le pareti del tunnel per una predisposizione anatomica e fattori scatenanti (sovraccarico funzionale). ll paziente lamenta dolore, provocato da certi gesti e movimenti della mano. Il trattamento conservativo può non risolvere la sintomatologia. Antinfiammatori locali, le applicazioni di ultrasuoni o ionoforesi possono alleviare il dolore.
Nelle forme croniche o recidive in genere questi trattamenti hanno un effetto favorevole passeggero.
In caso di persistenza del disturbo e se il dolore impedisce l'attivita', e' ragionevole operare.

L'intervento e' praticato in anestesia locale e dura circa 10 minuti. L'operazione consiste in una piccola incisione di tre centimetri per aprire il tunnel, rimuovere la guaina sinoviale dei due tendini e ricostruire un canale più largo.

I punti vengono rimossi dopo circa 10 giorni e la stecca che mantiene a riposo il polso ed il pollice dopo 15 giorni prima della ripresa dell'attivita' normale.

La rieducazione e' del tutto facoltativa.

La cicatrice può rimanere sensibile per alcuni mesi.

DITO A SCATTO

l fenomeno del dito a scatto è dovuto ad un ostacolo allo scorrimento dei tendini flessori, manifestazione oggettiva di un processo di infiammazione cronica con conseguente ispessimento delle pareti del canale nel quale i tendini stessi scorrono durante i movimenti di flessione ed estensione delle dita. 


Il "blocco", sovente doloroso, compare soprattutto alla mattina. Il dito si blocca flesso sul palmo e si sblocca in estensione bruscamente e, a volte, resta in flessione o in estensione per un tempo più o meno lungo. 


Definita anche Malattia di Notta, si osserva a tutte le età della vita e anche i neonati a volte ne sono colpiti. Più dita possono essere colpite contemporaneamente o in tempi successivi.

Il trattamento con infiltrazione di cortisone permette occasionalmente un miglioramento negli stadi iniziali ma non può essere ripetuto per più di due volte ed è sconsigliabile al pollice.

L'intervento chirurgico, con una piccola incisione sul palmo della mano alla base delle dita, permette di allargare il canale dei tendini. L'operazione, fatta in anestesia locale, dura circa 10 minuti. Lo scatto scompare immediatamente. Le dita devono essere mobilizzate immediatamente. La medicazione lascia libere le dita ed é necessaria per 10 giorni fino alla rimozione dei punti. La rieducazione è facoltativa e di solito non necessaria.

La ripresa dell'attività è possibile dopo 15 giorni dall'intervento.

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

Si intende una patologia caratterizzata dalla sofferenza del nervo mediano al passaggio nel canale del carpo. Spesso si manifesta con "formicolio" e dolore, spesso notturno, alle prime tre dita della mano. Nei casi piu' gravi si può osservare una netta diminuzione di efficienza della presa ed una ipotrofia della massa muscolare della mano che può giungere fino alla cosiddetta "mano scimmiesca".

La patologia colpisce prevalentemente il sesso femminile con un rapporto di 6:1 ed è bilaterale in 1/3 dei casi. La diagnosi di certezza è adiuvata dall'elettromiografia.

La terapia è chirurgica consiste nella sezione del legamento traverso del carpo. L'intervento dura circa 10 minuti e la mano dopo non deve essere immobilizzata. La ripresa dell'attività è possibile dopo 15 giorni dall'intervento.

TRATTAMENTI IN DAY SURGERY

LESIONI MENISCALI, CORPI LIBERI ENDOARTICOLARI, GONARTROSI MINORI

Lesioni traumatiche o degenerative del menisco possono determinare dolore e gonfiore e limitazione della funzionalità. L'esame clinico, coadiuvato dall'esame radiografico ed eventualmente dalla risonanza magnetica può porre indicazione ad effettuare un intervento in artroscopia. Grazie a questa metodica si possono risolvere problematiche meniscali e cartilaginei in anestesia locale, attraverso due piccole incisioni di circa 1 centimetro. Al termine dell'intervento, che dura circa 20 minuti, il paziente può tornare al proprio domicilio e solitamente riprendere la propria attività entro pochi giorni.

Stesso trattamento, in casi selezionati, può essere indicato per gonartrosi iniziali ed in presenza di corpi liberi endoarticolari.

TRATTAMENTI IN ONE- DAY SURGERY

LESIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE

La rottura del legamento crociato anteriore comporta la ricostruzione dello stesso. L'intervento si effettua per stabilizzare l'articolazione che, privata del "pivot centrale" invece di "rotolare" scivola, consumando il rivestimento cartilagineo e per ridare articolare.

L'intervento si svolge in artoscopia (salvo il tempo del prelievo tendineo) e, solitamente, dopo 1 giorno il paziente lascia il ricovero per tornare al domicilio. La nuova tecnica non prevede alcuna fisioterapia per le prime 2 settimane. Successivamente viene indicato un semplice programma "ginnico" che, in molti casi, può essere svolto in perfetta autonomia.

TRATTAMENTI IN ONE- DAY SURGERY

CHIRURGIA DELLA COLONNA VERTEBRALE MINI INVASIVA

In anestesia locale e "senza l'uso del bisturi"

1) Fratture vertebrali: cifoplastica.

I cedimenti vertebrali di origine osteoporotica o le vere e proprie fratture vertebrali possono essere trattati in modo piu' rapido e meno invalidante. La cifoplastica è una tecnica percutanea (ossia "senza l'uso del bisturi") in anestesia locale che permette la veloce e sicura risoluzione delle fratture vertebrali. Permette la totale ed immediata remissione del dolore e il pronto ritorno all'abilità nel giro delle successive 24 ore senza dover far ricorso al busto ortopedico ed evitando l'allettamento.

2) Stenosi Vertebrale e foraminale: impianto percutaneo di spaziatore interspinoso.

Questa tecnica chirurgica mini invasiva permette in 30 minuti ed in anestesia locale, di risolvere il grave ed invalidante dolore agli arti inferiori e la concomitante inabilità funzionale. Infatti inserendo uno spaziatore tra le apofisi spinose si riesce ad aumentare il diametro trasverso del canale vertebrale e ad allargare i forami di coniugazione attraverso cui passano le delicate radici nervose.

3) Ernia del disco.

A qualsiasi livello della colonna vertebrale, quasi tutte le ernie discali, possono essere risolte mediante tecniche chirurgiche endoscopiche percutanee ed in anestesia locale. In tal modo, con un intervento di circa 30 minuti, vengono trattate le ernie cervicali, dorsali e naturalmente le ernie lombari con la possibilità per il paziente di un precocissimo ritorno alla normale attività lavorativa.

4) Epiduroscopia diagnostica ed operativa.

La tecnica chirurgica endoscopica che permette l'esporazione diagnostica della colonna vertebrale e contemporaneamente il trattamento terapeutico direttamente in loco. Permette di risolvere gli annosi problemi di mal di schiena che affliggono il 65% della popolazione adulta e soprattutto permette la risoluzione delle sindromi postlaminectonia cioè la rimozione delle cicatrici post intervento sulla colonna vertebrale con le metodiche classiche. Il tutto sempre in anestesia locale.

5) Trapianto di cellule staminali autologhe per la rigenerazione del disco intervertebrale.

In anestesia locale, con un semplice prelievo dalla cresta iliaca e mediante una sofisticata apparecchiatura si preparano le cellule staminali che dopo qualche minuto con una iniezione vengono introdotte nel disco intervertebrale malato che successivamente sarà rigenerato.

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